Inflazione stabile a novembre (+1,8%)
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fonte:
- La Sicilia.it
Cresce dello 0,3% la stima sulla produzione industriale. Perplessità dei consumatori
Roma. Inflazione ferma a novembre. Il tasso che misura il caro-vita ha registrato la stessa variazione tendenziale di ottobre: +1,8% (con un aumento mensile dei prezzi al consumo dello 0,1%). Stabile al 2,1% anche l`inflazione acquisita, cioè la proiezione sull`anno. Ma a far intravedere una nuova, possibile ripresa delle dinamiche inflazionistiche sono i prezzi alla produzione dell`industria, che, in base alle stime dell`Istat relative a ottobre, hanno ripreso a crescere, registrando una crescita dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 4,9% rispetto all`ottobre 2005. E gli aumenti più consistenti si sono avuti nel settore energia elettrica, gas e acqua (+2,8%).
Per quanto riguarda il calcolo dell`inflazione, a subire la maggiore accelerazione su base annua, è il capitolo bevande alcoliche e tabacchi, che ha registrato una variazione tendenziale del +5% (+0,1% congiunturale). Seguono il settore abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,6% annuo) e alimentari e bevande (+2,9% tendenziale). Sul fronte dei beni energetici, la crescita su base annua è del 3,5%. Si osservano però comportamenti opposti tra la componente regolamentata e quella non regolamentata. La prima, che comprende i carburanti, continua a decelerare, come già il mese scorso, con un calo congiunturale dello 0,7% e tendenziale dell`1,6%. Più nel dettaglio, il prezzo della benzina verde scende dell`0,6% sul mese e del 2,5% sull`anno, mentre per il gasolio le variazioni sono rispettivamente pari a -0,5% e -3,2%. Per quanto riguarda invece la componente regolamentata, in cui rientrano tariffe elettriche e del gas, si registra una aumento mensile dello 0,1%, che porta la variazione del tasso tendenziale a +10,1%. Decelera tutto il capitolo Comunicazioni: a novembre il calo è stato dell`1,7% rispetto al mese precedente e del 4,2% rispetto a un anno fa.
Cosa succederà nei prossimi mesi? Secondo Confcommercio una certa prudenza è d`obbligo, perché nonostante l`attuale quadro di relativa stabilità dei prezzi, permangono due preoccupazioni di fondo: il riacutizzarsi di elementi di instabilità sui mercati petroliferi e i possibili aumenti dei prezzi di molti servizi di pubblica utilità legati alle misure contenute in finanziaria». Critici, infine, Adusbef e Codacons. «Forse l`aria di Natale – commentano i consumatori – ha reso l`Istat più buono». Ma l`Istituto deve «spiegare come può un`inflazione stabile all`1,8% coniugarsi con un costo della vita in costante aumento, testimoniato dal crescente ricorso all`indebitamento da parte delle famiglie e da nuove tasse introdotte dalla Finanziaria».
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