Inflazione, solo un +0,1% Prezzi giù per gli alimentari
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- Avvenire
DIEGO MOTTA NMILANO el rapporto Istat sull’ andamento dei prezzi a marzo, la parola deflazione non c’ è. Nessun calo dei prezzi accompagnato da stagnazione, dunque. È lo spettro che si aggira per l’ Europa, quel mix di costi in ribasso e acquisti via via rimandati da parte delle famiglie, con successiva depressione dell’ economia. Niente di tutto questo, per ora, sta avvenendo in Italia, dove l’ inflazione è semplicemente in una fase di rallentamento. Nel terzo mese dell’ anno, l’ indice nazionale dei prezzi al consumo è salito soltanto dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,4% nei confronti di marzo 2013: siamo comunque ai minimi dall’ ottobre del 2009. «Il rallentamento dell’ inflazione è imputabile alla flessione su base annua dei prezzi dei beni energetici non regolamentati e degli alimentari non lavorati» spiega l’ Istat nella sua nota ufficiale, oltre all’ ulteriore «attenuazione delle dinamiche tendenziali di quasi tutte le rimanenti tipologie di prodotto». In realtà, un segnale negativo c’ è e riguarda quelli che l’ istituto statistico definisce come «prodotti ad alta frequenza di acquisto», in pratica i prodotti del «carrello della spesa»: tali prodotti diminuiscono dello 0,2% rispetto al mese precedente e crescono dello 0,4% rispetto a un anno fa. Si tratta di qualcosa che somiglia molto a un campanello d’ allarme sul fronte dei consumi. Nel dettaglio dei comparti di spesa, gli incrementi su base mensile (su cui incidono anche fattori di natura stagionale) interessano i prezzi dei servizi ricettivi e di ristorazione (+0,5%) e i trasporti (+0,3%), mentre aumenti congiunturali dello 0,1% si rilevano per le abitazioni, l’ acqua, l’ elettricità, i combustibili e le spese per la salute. Cosa invece risulta in calo? La diminuzione più forte riguarda il settore delle comunicazioni (-0,7%) subito seguito dalle voci ‘strategiche’ di prodotti alimentari e bevande analcoliche, bevande alcoliche e tabacchi (-0,3%) infine dall’ istruzione (-0,1%). Lo scenario di impasse continua comunque a preoccupare associazioni di categoria e consumatori. Secondo Confesercenti, «allontanare lo spettro della deflazione sta diventando una priorità alla quale non si deve sfuggire». Per il Codacons, «la disinflazione non va confusa con la deflazione. Questa bassa inflazione, tradotta in cifre, equivale in termini di aumento del costo della vita ad una tassa annua pari a 134 euro per una famiglia di tre persone». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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