21 Agosto 2002

Inflazione, scontro sui rincari

Sul banco degli imputati l`Istat che avrebbe ?addomesticato? i dati sul costo della vita

Inflazione, scontro sui rincari

Le associazioni dei consumatori chiedono l`intervento di Berlusconi

ROMA ? E` ancora bufera sugli euro-rincari. Non accenna a placarsi la polemica che ha visto contrapposti associazioni degli utenti e ministro Antonio Marzano, risoluto nel difendere il lavoro dell`Istat nei calcoli sull`aumento del costo della vita. Ma i consumatori, dopo aver parlato di blocco dei prezzi e di ?congelamento? dei listini, non si arrendono e chiedono un incontro al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla situazione inflazionistica in Italia, «più grave di quanto ufficialmente viene dato a sapere». Ancora sul banco degli imputati l`Istat, bersagliato da accuse di ?addomesticamento? dei dati sull`inflazione con percentuali ?non realistiche? per la borsa della spesa delle famiglie. E ieri i dirigenti dell`istituto nazionale di statistica rompono il riserbo e dicono la loro «Basta con gli allarmi e attenzione: più si parla di inflazione più si rischia che, per il gioco delle aspettative, i prezzi si surriscaldino» avverte infatti Andrea Mancini, capo del dipartimento delle statistiche economiche di via Cesare Balbo. «Bisogna tener conto che sull`inflazione può influire il gioco delle attese facendo aumentare i prezzi. E questo oltre agli elementi naturali che già spingono l`inflazione» osserva il dirigente Istat offrendo però una via d`uscita ai consumatori, inferociti anche nei confronti dei negozianti ?euro-furbi?. Per centrare meglio la pressione che grava sui portafogli delle famiglie Mancini ammette che potrebbe essere introdotta una rilevazione che tenga conto della «variabilità spaziale del livello dei prezzi», vale a dire quanto cambia il cartellino del prezzo dello stesso prodotto da zona a zona. Monta intanto la polemica politica. Pecoraro Scanio parla di eurotruffa dei ministri Tremonti e Marzano e, nel pretendere il blocco dei prezzi, a fianco delle organizzazioni degli utenti, scendono in campo i parlamentari. Secondo Mario Lettieri, esponente della Margherita, «serve il blocco dei prezzi e delle tariffe almeno per i generi alimentari e i servizi essenziali». D`altra parte, che vi sia un`emergenza-prezzi è lampante anche per il sindacato che dice: difenderemo i contratti d`autunno. «Il tetto dell`inflazione programmata all`1,4% – dice il leader della Cisl Savino Pezzotta in un`intervista – Palazzo Chigi se lo sogna. Bisogna riallinearlo al livello reale», anche in vista della prossima contrattazione sui salari. «Se l`esecutivo non interviene – avverte Pezzotta – difenderemo con gli aumenti contrattuali il potere d`acquisto». «Al governo avevamo già detto chiaramente che vi era un forte pericolo di inflazione» prosegue il leader Cisl che chiede ora un monitoraggio sui prezzi, i cui aumenti «sono sotto gli occhi di tutti e derivano dalle tariffe e dall`arrotondamento a causa dell`euro. Si devono scoprire le furbizie dei commercianti». Ma gli operatori del commercio non ci stanno a salire alla sbarra. «Aumenti? Da noi i prezzi sono addirittura scesi, almeno di 2 punti percentuali» dicono i giganti dalla grande distribuzione. «L`inflazione non va cercata certo all`interno della grande distribuzione. La nostra politica commerciale è tendenzialmente anti-inflattiva – dicono alla Rinascente – la convenienza per il cliente, praticata attraverso prezzi bassi e aumenti molto contenuti, è il nostro punto di forza. Anzi, da noi i prezzi sono addirittura scesi, nella media dell`1-2%». Compatte nel denunciare gli aumenti reali contro quelli virtuali dei dati ammantati di ufficialità, ma divise nel ricusare il ruolo dell`Istat sono intanto le associazioni dei consumatori. L`Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef Codacons e Federconsumatori) ribadisce che l`Istat non si tocca, piuttosto si migliora. Contro il ?fai da te? statistico si schierano anche Confedilizia e Altroconsumo, secondo il quale «non ha senso pensare a panieri alternativì, così come proposto invece da Eurispes e da otto associazioni dei consumatori. Intanto le associazioni dei consumatori preoccupate per il caro tariffe sono avvertite: contro gli aumenti di beni o servizi quali, ad esempio, i biglietti ferroviari, possono far valere le ragioni degli utenti impugnando quanto prima i provvedimenti di rincaro dinanzi al giudice amministrativo (per la precisione fa fede la data di entrata un vigore delle nuove tariffe o di diffusione della notizia da parte dei mass media). Per il Consiglio di Stato, infatti, «il provvedimento che stabilisce d`imperio il prezzo di un bene o servizio è di per sé lesivo, in via immediata e autonoma, e a prescindere dall`acquisto concreto del bene o servizio, perchè determina di per sé una limitazione dell`interesse, che è proprio sia della intera collettività dei consumatori e utenti, sia dei consumatori e utenti come singoli, ad acquistare beni e servizi a prezzi congrui». Le associazioni dei consumatori, perciò, non devono attardarsi nel fare ricorso, pena la nullità dell`atto di impugnazione. E non possono neanche sostenere, come ha fatto il Codacons impugnando gli aumenti delle tariffe ferroviarie del 1990, del 1994 e del 1995, che è al momento dell`acquisto del biglietto che si verificano con certezza i rincari. «A fronte di provvedimenti tariffari – si legge infatti in una recente decisione (n.4098) della sesta sezione del Consiglio di Stato – i consumatori sono posti nella condizione di dover acquistare subendo il prezzo predeterminato, ovvero non acquistare affatto. La lesione della libertà di acquisto a prezzo congruo è dunque immediata, e prescinde dal concreto atto di acquisto».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox