Inflazione: Riprende Corsa
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fonte:
- Ansa
Riprendono a correre i prezzi nel mese di marzo: dopo la discesa di febbraio, quando il tasso era passato dal 2,8 di gennaio al 2,6%, in questo mese infatti i prezzi al consumo sono saliti, su base tendenziale, del 2,7%. Un segnale che, accompagnato sul fronte interno da una perdurante stagnazione dei consumi e da una progressiva perdita di competitività delle imprese, preoccupa osservatori, operatori ed analisti. E che, inserito in un panorama internazionale dominato dall`incertezza-guerra, assume i connotati di un vero e proprio campanello d`allarme.
Commentando i dati Istat il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, centra l`attenzione proprio sui fattori e sulla congiuntura internazionale. “Non è che in questo periodo non stia succedendo niente…- ha commentato infatti il ministro – Il petrolio ha avuto in questo periodo qualche fibrillazione ed è noto che la componente energetica entra nei prezzi di tutti i prodotti“. Siamo in presenza, secondo Marzano, di 3 fattori concomitanti: “alla congiuntura internazionale, che non è splendente, si è sommato il pericolo del terrorismo e, ora, anche l`evento bellico. Sono 3 fattori che pesano sulle aspettative industriali e delle famiglie e che non possono non avere riflessi“ sull`economia.
Anche secondo il direttore generale della Confindustria, Stefano Parisi, i dati sull`inflazione risentono della “pressione che c`é in questo momento sul prezzo del petrolio. Si sconta un piccolo aggiustamento tecnico che riporta l`indice al 2,7%“. Per Parisi però le imprese stanno contribuendo a mantenere il tasso basso, “tenendo bassi i prezzi alla produzione e facendo in modo che funzioni la politica dei redditi“. A `buttare acqua sul fuoco` dell`indicatore di marzo ci pensa il vicepresidente di viale dell`Astronomia, Guidalberto Guidi. “Ha ragione il Presidente della Repubblica Ciampi – ricorda – quando dice che il differenziale di inflazione certifica un differenziale di competitività in un sistema di cambi fissi“.
Assai più preoccupato il fronte sindacale. “Questo dato preoccupa ma non era difficile prevederlo – afferma il segretario generale della Uil Luigi Angeletti – La guerra poi non è sicuramente rassicurante per quanto riguarda l`andamento dell`economia, soprattutto per la crescita del prezzo del petrolio e delle materie prime. In questo momento preoccupa soprattutto la durata della guerra. Fare valutazioni ora sull`andamento dell`economia è inutile. L`unica cosa che conta é la durata della guerra, prima finisce e meglio è“. E il nuovo balzo in avanti dei prezzi era prevedibile anche per il segretario confederale della Cgil Marigia Maulucci, secondo la quale “questa inflazione ci allontana dall`Europa, riduce la competitività del Paese e soprattutto mortifica il potere d`acquisto delle retribuzioni“. Una situazione di cui il Governo non può non prendere atto, come sottolinea l`omologo della Cisl Raffaele Bonanni. “Un livello così alto di inflazione – dice infatti Bonanni – si protrae da lungo tempo e denota un consolidamento in assenza di una politica dei redditi. Bisogna ripristinarla con un sistema che controlli prezzi e tariffe. Il Governo non può continuare a far finta di niente“. E un appello al Governo lo fa anche il segretario generale dell`Ugl, Paolo Segarelli, secondo il quale “occorre un attento monitoraggio da parte dell`Esecutivo sulla spesa energetica e sul peso degli aumenti regionali delle tariffe, per impedire che i costi sopravvenuti ricadano sempre sui consumatori più deboli“.
A lanciare l`allarme sulla necessità di un intervento del Governo di fronte alla crisi dei consumi, la corsa dei prezzi e una crescita rallentata, è invece il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, secondo il quale “una manovra aggiuntiva che oramai sembra inevitabile“. Per Venturi l`andamento dei prezzi a marzo “rende ancora più difficile la ripresa dei consumi che già da mesi si sta trascinando e che, anzi, sembra destinata a peggiorare a causa degli sviluppi della guerra con l` Iraq“.
Secondo l`Intesa dei Consumatori infine, l`Esecutivo deve intervenire riducendo il prezzo dei carburanti ed abbattendo l`Iva che grava sul gas, così da far risparmiare alle famiglie italiane 259 euro l`anno.
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