19 Febbraio 2021

Inflazione rialza la testa a gennaio: c’è lo zampino dei rincari dei beni energetici, soprattutto dei carburanti

 

Dopo otto mesi di variazioni negative dei prezzi al consumo, a gennaio l’inflazione in Italia torna positiva. A determinare questa variazione è per lo più “la crescita vivace dei prezzi dei beni energetici”. Secondo i dati definitivi comunicati oggi dall’Istat, nel mese gennaio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,7% su base mensile e dello 0,4% su base annua (rispetto al -0,2% di dicembre), contro la stima preliminare che era +0,2%. L’inflazione, spiega l’Istat, torna positiva prevalentemente per l’attenuarsi della flessione dei prezzi dei beni energetici (da -7,7% del mese precedente a -4,9%) e, in misura minore, per l’accelerazione di quelli dei Beni durevoli (da +0,6% a +1,2%) e per il calo meno ampio dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da -0,7% a -0,1%). In questo quadro, l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici sono viste entrambe in crescita a +0,8%, da +0,6% di dicembre.

L’Istat ha inoltre indicato che la cosiddetta “inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici sono entrambe in crescita a +0,8%, da +0,6% di dicembre. L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei beni energetici sia regolamentati (+4,8%) sia non regolamentati (+2,3%), dei Beni durevoli (+1,0%) e dei beni alimentari (+0,8%). L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +0,6% per l’indice generale e a +0,3% per la componente di fondo.

Associazioni consumatori: carburanti e alimentari sotto la lente

“Dato preoccupante. Nonostante l’Italia sia ancora in piena crisi, con Pil e consumi in caduta libera, i prezzi già rialzano la testa, facendo uscire il Paese dalla deflazione”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), sottolineando che si tratta di un effetto dovuto ai rincari dei beni energetici, dall’energia elettrica (+4,5% nel tutelato) ai carburanti, saliti in un solo mese del 2,7% per la benzina e del +3,2% per il gasolio, ma che in 3 mesi, stando ai dati Mise, hanno già segnato un’infiammata allarmante dell’8,3% per la benzina e del 9,4% per il gasolio, pari a quasi 6 euro per ogni pieno (5,75 euro per la benzina e 5,88 euro per il gasolio. “Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,4% significa un aumento della spesa annua di 55 euro, per una coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo è di 54 euro, per una famiglia media è di 50 euro”, conclude Dona.

Anche il Codacons sottolinea il fatto che l’inflazione ha rialzato la testa a gennaio. “Dopo 8 mesi di cali consecutivi l’inflazione torna positiva, una crescita che, tuttavia, non è certo determinata né dalla ripresa dell’economia, né da un aumento dei consumi delle famiglie – spiega il presidente Carlo Rienzi – Sul tasso registrato dall’Istat a gennaio pesa infatti l’andamento dei beni energetici, mentre il carrello della spesa subisce un rallentamento e si ferma al +0,4%”. Secondo i calcoli dell’associazione, “l’inflazione al +0,4% si traduce in un aggravio di spesa annuo che va da +123 euro per la famiglia “tipo” ai +160 euro per un nucleo con due figli. “E’ tuttavia prematuro fare valutazioni sulla ripresa dei listini al dettaglio, e occorrerà attendere l’andamento dei prezzi delle prossime settimane per verificare se l’Italia è uscita a tutti gli effetti dalla deflazione – spiega Rienzi -. Su tale aspetto influiranno in modo pesante le decisioni che saranno adottate nelle prossime settimane dal nuovo Governo in merito alle misure anti-Covid, agli spostamenti tra Regioni e al commercio”.

A far tornare positiva l’inflazione contribuiscono i prezzi dei prodotti alimentari che aumentano dello 0,6% con punte del 3% per la frutta. Una tendenza messa in evidenza dall’analisi fatta da Coldiretti sui dati Istat relativi all’andamento dell’inflazione a gennaio 2021. Dati sanciscono l’uscita dell’Italia dalla deflazione dopo otto mesi, con un aumento dello 0,4% dell’indice dei prezzi su base annua.

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