23 Febbraio 2008

Inflazione reale al 4,8%

Inflazione reale al 4,8%
Il picco certificato ieri dall`Istat è il più elevato dal 1997

E` allarme spesa quotidiana. E, per una volta, Istat e associazioni dei consumatori sembrano meno lontani. Il vecchio duello fra inflazione reale e inflazione percepita, fra paniere classico e quello `di tutti i giornì, fa registrare almeno una tregua. Con l`indice generale dei prezzi al consumo che a gennaio rileva una nuova fiammata al 2,9%, arriva anche l`indicazione di un aumento record, pari al 4,8%, della dinamica inflazionista dei prodotti ad alta frequenza d`acquisto (tabacchi, alimentari, carburanti, spese al bar e al ristorante, giornali). Il dato, il più elevato dal 1997, è quasi il doppio dell`inflazione ufficiale. E, secondo le associazioni dei consumatori e i sindacati, rappresenta anche un primo passo verso la verità. In sostanza, sarebbe più vicino, anche se ancora distante, dalla realtà fatta di prezzi in continua crescita che pesa sul potere d`acquisto degli italiani. Con l`accelerazione di gennaio, comunica l`Istat, il tasso tendenziale dell`inflazione è salito al 2,9% dal 2,6% dello scorso dicembre. Un rialzo, si evidenzia, che continua a riflettere l`accelerazione del ritmo di crescita dei prezzi dei prodotti energetici e agli aumenti dei prezzi nel comparto alimentare. E i capitoli che registrano gli aumenti più significativi sono trasporti, alimentari, abitazione, acqua ed elettricità. Tutte voci che indidono direttamente sui bilanci delle famiglie. A partire dai rincari record di pane, pasta e latte: rispettivamente +12,3%, +10% e +8,7%. I giudizi sulle rilevazioni dell`Istat, nella maggior parte dei casi, restano critici. Ma, fra le righe di dichiarazioni dai toni sempre accesi, si legge anche una certa soddisfazione per il parziale riconoscimento di una denuncia che le associazioni dei consumatori cavalcano da anni. L`Istat “scopre ancora una volta l`acqua caldà`, commenta l`Adoc, che parla però di dati che sono “una conferma ulteriore“ della posizione assunta da tempo dai consumatori. Quelli che riguardano la spesa quotidiana, spiega il presidente Pileri, sono rincari che “costituiscono uno dei principali motivi della continua erosione dei redditi“: i prezzi al consumo dei generi alimentari, e degli altri beni più acquistati, “sono aumentati in media del 75% dal 2002. Solo per comprare lo stesso paniere di beni alimentari, oggi si spendono 2000 euro in più dall`introduzione dell`eurò`. Sulla stessa linea il Codacons, che definisce il dato diffuso oggi dall`Istat “un piccolo passo verso la verità“, anche se “ancora sottostimato e distante dalla realtà dei rincari sulla spesa quotidiana che assillano i consumatori italiani“. Resta sostanzialmente negativa, invece, la valutazione di Federconsumatori e Adusbef. “Come al solito la rilevazione dell`inflazione da parte dell`Istat è ben lontana dalla percezione dei consumatori. Il tasso di inflazione a gennaio si attesta infatti al 2,9%, ma gli importanti aumenti verificatisi in questo ultimo periodo, soprattutto per i beni di largo consumo, forse all`Istituto di statistica non sono pervenuti“, affermano le due associazioni. Anche dal fronte sindacale arrivano valutazioni più indulgenti del solito nei confronti dell`Istat. “Finalmente dopo anni di pressioni sindacali viene dato risalto ad un sistema di rilevazione della crescita dei prezzi più aderente alla realtà“, osserva segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. Ora, prosegue, “anche la statistica spiega perchè i salari e le pensioni hanno perso potere d`acquisto: la realtà è che l`inflazione rilevata con i metodi ufficiali è pari alla metà“. Per il leader del sindacato di Via Lucullo, quindi, “questi dati sono la prova delle conseguenze negative di un`inaccettabile speculazione che si è perpetuata per troppi anni“. Ecco perchè, rilancia, “sono urgenti sia una nuova politica contrattuale, sia una politica fiscale che riduca le tasse solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionatì`. Guarda ad una revisione del paniere il segretario generale dell`Ugl, Renata Polverini. “Con gli ultimi dati sull`inflazione galoppante l`Istat, che nemmeno qualche settimana fa aveva addirittura declassato la casa tra le voci utilizzate per le rilevazioni, implicitamente ammette la necessità, da anni sollevata dall`Ugl, e oggi sentita da molti, di rivedere il paniere attraverso il quale si fotografa il caro vita nel nostro Paese“.

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