1 Marzo 2006

INFLAZIONE: RALLENTA A FEBBRAIO, RESTA RISCHIO ENERGIA

INFLAZIONE: RALLENTA A FEBBRAIO, RESTA RISCHIO ENERGIA/ANSA




SCENDE AL 2,1% CON ALIMENTARI, +11% PER LA BENZINA








(ANSA) – ROMA, 28 feb – L`inflazione rallenta a febbraio.

Complice la frenata dei prodotti alimentari, il tasso di

crescita dei prezzi è sceso questo mese al 2,1% dal 2,2% di

gennaio. Il calo è però una magra consolazione: l`allerta sul

caroprezzi rimane infatti alta, soprattutto per i rischi legati

ai costi sempre più alti dell`energia. Da gas, elettricità,

combustibili e carburanti arrivano infatti le più significative

spinte al rialzo. Ed anche guardando un gradino più sotto,

cioé ai prezzi alla produzione, è ancora l`energia a

rappresentare un`emergenza per le imprese.

A salvaguardare i consumatori da aumenti eccessivi è stato

soprattutto il rallentamento degli alimentari, in particolare di

quelli non lavorati, con diminuzioni diffuse sia per la frutta

che per gli ortaggi. Un vero e proprio crollo, in tempi di

allarme aviaria, è stato quello del prezzo del pollame, sceso

del 5,8% rispetto a febbraio dello scorso anno. Tutti cali

bilanciati però dalle impennate dei tabacchi (+5% sul 2005) e

dei prezzi dei prodotti energetici, aumentati dello 0,9% in un

mese e del 10,8% in un anno. In particolare il gas ha messo a

segno un +10,4% annuale e un +1% mensile e i combustibili

liquidi (in pratica il gasolio da riscaldamento) un +14,6%

annuale e un +0,9% mensile, trascinando il comparto abitazione a

un +6% rispetto a febbraio scorso. Come conseguenza del

caroenergia sono aumentati anche il capitolo trasporti, con una

variazione tendenziale di +4,3% (+5,6% per il trasporto aereo) e

i prezzi dei carburanti con incrementi anche questo mese a due

cifre per la benzina verde (+10,8%) e per il diesel (+13,1%).

Le dinamiche non sono molto diverse per i prezzi alla

produzione, rilevati dall`Istat a gennaio. In un solo mese,

cioé rispetto a dicembre 2005, l`incremento per il settore

energetico è stato del 3,8%, e in un anno del 22,1%. Un vero e

proprio boom lo ha segnato il prezzo alla produzione del metano,

con un +37,4% annuale registrato proprio in coincidenza con lo

scoppio della crisi del gas.

Da qui l`allarme delle associazioni di categoria che temono i

contraccolpi dei rialzi dei costi dell`energia. Se la dinamica

dell`inflazione sembra ormai “sostanzialmente sotto

controllo“, per Confcommercio non vanno però sottovalutati i

forti incrementi del comparto energetico, che rappresentano la

vera “criticità“ per imprese e consumatori. Stesso

ragionamento per Confesercenti che, lodando il comportamento

“virtuoso“ delle pmi del commercio, chiede un intervento

“urgente“ sul problema energetico che rappresenta un rischio

per lo sviluppo di tutta l`economia italiana.

A farne le spese sono però in prima linea i consumatori,

che, calcolano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, in un

anno hanno speso 140 euro in più solo per fare benzina. “E`

ora – gli fa eco il segretario confederale della Cisl, Raffaele

Bonanni – che i due schieramenti politici ci dicano cosa

vogliono fare per ridurre le tasse sui carburanti e per creare

anche in Italia un vero libero mercato“. (ANSA).

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