INFLAZIONE: RALLENTA A FEBBRAIO, RESTA RISCHIO ENERGIA
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fonte:
- Ansa
SCENDE AL 2,1% CON ALIMENTARI, +11% PER LA BENZINA
(ANSA) – ROMA, 28 feb – L`inflazione rallenta a febbraio.
Complice la frenata dei prodotti alimentari, il tasso di
crescita dei prezzi è sceso questo mese al 2,1% dal 2,2% di
gennaio. Il calo è però una magra consolazione: l`allerta sul
caroprezzi rimane infatti alta, soprattutto per i rischi legati
ai costi sempre più alti dell`energia. Da gas, elettricità,
combustibili e carburanti arrivano infatti le più significative
spinte al rialzo. Ed anche guardando un gradino più sotto,
cioé ai prezzi alla produzione, è ancora l`energia a
rappresentare un`emergenza per le imprese.
A salvaguardare i consumatori da aumenti eccessivi è stato
soprattutto il rallentamento degli alimentari, in particolare di
quelli non lavorati, con diminuzioni diffuse sia per la frutta
che per gli ortaggi. Un vero e proprio crollo, in tempi di
allarme aviaria, è stato quello del prezzo del pollame, sceso
del 5,8% rispetto a febbraio dello scorso anno. Tutti cali
bilanciati però dalle impennate dei tabacchi (+5% sul 2005) e
dei prezzi dei prodotti energetici, aumentati dello 0,9% in un
mese e del 10,8% in un anno. In particolare il gas ha messo a
segno un +10,4% annuale e un +1% mensile e i combustibili
liquidi (in pratica il gasolio da riscaldamento) un +14,6%
annuale e un +0,9% mensile, trascinando il comparto abitazione a
un +6% rispetto a febbraio scorso. Come conseguenza del
caroenergia sono aumentati anche il capitolo trasporti, con una
variazione tendenziale di +4,3% (+5,6% per il trasporto aereo) e
i prezzi dei carburanti con incrementi anche questo mese a due
cifre per la benzina verde (+10,8%) e per il diesel (+13,1%).
Le dinamiche non sono molto diverse per i prezzi alla
produzione, rilevati dall`Istat a gennaio. In un solo mese,
cioé rispetto a dicembre 2005, l`incremento per il settore
energetico è stato del 3,8%, e in un anno del 22,1%. Un vero e
proprio boom lo ha segnato il prezzo alla produzione del metano,
con un +37,4% annuale registrato proprio in coincidenza con lo
scoppio della crisi del gas.
Da qui l`allarme delle associazioni di categoria che temono i
contraccolpi dei rialzi dei costi dell`energia. Se la dinamica
dell`inflazione sembra ormai “sostanzialmente sotto
controllo“, per Confcommercio non vanno però sottovalutati i
forti incrementi del comparto energetico, che rappresentano la
vera “criticità“ per imprese e consumatori. Stesso
ragionamento per Confesercenti che, lodando il comportamento
“virtuoso“ delle pmi del commercio, chiede un intervento
“urgente“ sul problema energetico che rappresenta un rischio
per lo sviluppo di tutta l`economia italiana.
A farne le spese sono però in prima linea i consumatori,
che, calcolano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, in un
anno hanno speso 140 euro in più solo per fare benzina. “E`
ora – gli fa eco il segretario confederale della Cisl, Raffaele
Bonanni – che i due schieramenti politici ci dicano cosa
vogliono fare per ridurre le tasse sui carburanti e per creare
anche in Italia un vero libero mercato“. (ANSA).
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