INFLAZIONE: NUOVO PANIERE, MA VECCHI PESI
CODACONS CONTESTA PANIERE ISTAT: NON HA TENUTO CONTO DEL CROLLO DEI CONSUMI REALI
INFLAZIONE GENNAIO 2013: I PESI SBALLATI FALSANO LA STANGATA DI 256 EURO
Cambia il paniere dell’Istat per il calcolo dell’inflazione. Per il Codacons, al di là delle solite entrate ed uscite (metano per auto piuttosto che lettiera per gatti), cose più di colore che di sostanza, quello che conta sono i pesi del paniere che, purtroppo, ancora una volta, sono sballati rispetto alla spesa reale dei cittadini. Questo significa che il calcolo dell’inflazione sarà falsato e sottostimato per tutto il 2013. Un fatto grave, quindi, che avrà ripercussioni anche sulle scelte politiche, oltre che sulla rivalutazione di stipendi e pensioni.
Il Codacons ha confrontato i nuovi pesi 2013 (indice Nic) resi noti oggi (colonna A della tabella sotto riportata), sui quali si calcolerà l’inflazione, con l’ultima indagine, sempre dell’Istat, sui consumi reali delle famiglie, traducendo la spesa media di una famiglia in un peso reale (colonna C della tabella). Il confronto tra le due analisi dimostra come l’Istat non abbia voluto aggiustare i pesi per tenere conto della crisi e del crollo dei consumi in atto. La recessione, infatti, ha fatto precipitare le spese non obbligate, come Abbigliamento e calzature (il peso reale è 5,3696% contro l’ 8,3387% reso noto oggi, -2,9691, cfr. colonna E) o i Servizi ricettivi e di ristorazione (il peso reale è 5,6988% contro l’ 11,2287 % reso noto oggi, -5,5299) e innalzare quelle necessarie come Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (il peso reale è 34,0840% contro l’incredibile 10,899% del paniere 2013). Il confronto, impietoso, è evidenziato dalla tabella sotto riportata.
Un divario che applicato all’inflazione resa nota oggi relativa al mese di gennaio 2013, significa sottostimare la spesa che una famiglia media ha dovuto pagare in più in un anno (gennaio 2013/2012) per via dell’aumento del costo della vita di ben 255,63 euro, cfr colonna F. In particolare 895,38 euro (colonna D) è l’aumento della spesa annua che si avrebbe sulla base dei dati Istat relativi ai consumi reali delle famiglie mentre 639,75 (colonna B) è l’aumento della spesa che si ottiene prendendo per buoni i pesi Istat resi noti oggi. Il divario più preoccupante tra le due colonne è la spesa in abitazione acqua ed elettricità che diverge di ben 325,33 euro. Una stangata sufficiente a mandare sul lastrico una famiglia.
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