21 Marzo 2003

Inflazione, non si ferma la spinta del petrolio

Inflazione, non si ferma la spinta del petrolio


L?indice di marzo tra il 2,6 e il 2,7%. Buttiglione: possibile revisione delle stime del Pil




ROMA – L?aumento del prezzo del petrolio, costante dall?inizio dell?anno in vista del conflitto iracheno, comincia a far sentire gli effetti sul costo della vita. L?inflazione a marzo non ha proseguito il rallentamento riscontrato a febbraio ma, secondo i dati delle città campione, si sarebbe attestata sugli stessi valori del mese scorso: il 2,6%. Anche se, per via degli arrotondamenti, il valore finale potrebbe toccare il 2,7%. I prezzi sono cresciuti dello 0,3% rispetto a febbraio. Tra le dodici città campione, Genova e Ferrara registrano l`aumento mensile più alto (»0,5%), per effetto rispettivamente del costo dei trasporti e dei pubblici esercizi. Aumenti contenuti allo 0,1% a Palermo, Ancona e Bologna. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la città più virtuosa è Firenze (»1,9%), mentre l`inflazione più alta è a Napoli (»3,4%) e Pisa (»3,3%). «I prezzi alla produzione stanno aumentando e questo avrà ricadute sui prezzi al consumo» ha pronosticato il presidente dell`Istat, Luigi Biggeri. Secondo l?Isae (l?istituto di ricerca del ministero dell?Economia), l`inflazione di marzo non registra «la rapida diminuzione» attesa da quanti avevano ipotizzato il rientro dello «scalino» dei prezzi determinato dall`euro nel 2002. A parere dell?Intesa dei consumatori il dato sull?inflazione di marzo è «fuori dalla realtà». Mentre Confcommercio lo legge «alla luce di una situazione che, anche sul versante dei prezzi, appare decisamente incerta».
Preoccupato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta: «Se aumenteranno i prezzi del petrolio, ci saranno elementi recessivi sulle economie occidentali con ripercussioni sulla loro tenuta». Ieri, il ministro delle Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, ha ammesso che la guerra potrebbe portare ad una revisione delle stime per il Pil (prodotto interno lordo) ma per «capire in che direzione e come, bisognerà arrivare alla fine della guerra». L`impatto del conflitto dipenderà dalla sua durata secondo il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano: «Se sarà breve, l?impatto non sarà rilevante». Secondo l?indagine congiunturale del Centro studi Confindustria, un conflitto «breve» favorirà un balzo della crescita mondiale, uno più lungo «sottrarrà circa mezzo punto alla crescita». Per il 2003 la previsione è di un contenimento della crescita all`1,2% per «l`elevato prezzo del petrolio e la crescita più contenuta del commercio internazionale». E l?esecutivo tiene d?occhio l?andamento del prezzo del petrolio, ieri in altalena sulla base delle notizie provenienti dal fronte. «Il governo non esclude interventi» ha detto il sottosegretario all?Economia, Manlio Contento rispondendo alla richiesta di un «bonus fiscale» sulla benzina avanzata dall?Intesa dei consumatori. Una decisione, secondo il sottosegretario alle Attività produttive Giovanni Dell?Elce, arriverà entro dieci giorni. Intanto, continua l?ondata di ribassi dei carburanti: la verde è tornata sotto quota 1,1 euro per litro.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this