Inflazione. Media 2013 scende al 1,2%, minimo dal 2009
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fonte:
- Agenpress
Codacons.
Stangata da 490 euro per una famiglia di 3 persone, 223 per il solo
carrello della spesa. Famiglie italiane più in bolletta
Agenpress – Il tasso d’inflazione medio annuo per il 2013 è pari all’1,2%, in decisa frenata rispetto al 3,0% registrato nel 2012. Lo rileva l’Istat, confermando le stime e aggiungendo che si tratta del livello più basso dal 2009, ovvero da quattro anni. Il tasso risulta di due volte e mezzo inferiore a quello dell’anno precedente.
Quanto al cosiddetto carrello della spesa (dal cibo ai carburanti), l’Istituto spiega che ”le caratteristiche del quadro inflazionistico del 2013 si sono riflesse in un ridimensionamento della crescita dei prezzi dei prodotti acquistati più frequentemente dai consumatori. I prezzi di tali prodotti sono infatti aumentati, nella media del 2013, dell’1,6% rispetto alla crescita del 4,3% del 2012, segnando comunque – sottolinea – un valore di 0,4 decimi di punto percentuale più elevato rispetto all’inflazione media annua totale”. Inoltre, l’Istat fa sapere come l’eredità dello scorso anno sia pari a zero: ”Il calcolo del trascinamento dell’inflazione sul 2014 registra un valore nullo, dovuto alla marcata attenuazione delle tensioni inflazionistiche nell’anno appena concluso”.
Per il Codacons la netta decelerazione rispetto al +3,0% registrato nel 2012 dipende da un crollo dei consumi senza precedenti, che ha riguardato anche beni di prima necessità come gli alimentari. L’associazione di consumatori evidenzia, comunque, come questa inflazione, nonostante sia il livello più basso dal 2009, tradotta in cifre, equivale, in termini di aumento del costo della vita, ad una stangata annua pari a 257 euro per un single, 345 euro per una famiglia di 2 persone, 419 per una famiglia tipo di 3 persone e 462 per una di 4 componenti.
Una tassa invisibile che, anche per un single, è superiore al beneficio massimo che ci sarà in busta paga con la riduzione del cuneo fiscale, pari a 225 euro o all’eliminazione dell’Imu sulla prima casa, il cui versamento medio è stato pari a 225.
Per la sola spesa di tutti i giorni, ossia per i soli prodotti ad alta frequenza di acquisto, nella media del 2013 il tasso di crescita dei prezzi dell’1,6% implica una maggior spesa di 223 euro per una famiglia di 3 persone. Un aumento particolarmente grave, dato che l’aumento dei prezzi del carrello della spesa colpisce indistintamente ricchi e poveri.
Senza contare l’aumento dell’Iva, che nel 2014 dispiegherà tutti i suoi nefasti effetti, la mini Imu, da pagare entro il 24 gennaio, e la futura Tasi, la vera stangata del 2014, che senza le detrazioni dell’Imu colpirà le famiglie meno agiate, quelle che abitano in una casa con minore rendita catastale e quelle numerose, con più figli.
Insomma per il Codacons le famiglie italiane sono sempre più povere sia per le troppe tasse che per l’aumento del costo della vita e quello che ha fatto finora il Governo Letta non è sufficiente per ridare loro capacità di spesa. Fino a che la riduzione delle tasse è sensibilmente inferiore all’aumento delle uscite degli italiani, le famiglie saranno sempre più in bolletta.
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