14 Ottobre 2011

INFLAZIONE: ISTAT RIVEDE AL RIBASSO, A SETTEMBRE +3%

    CODACONS CHIEDE LE DIMISSIONI DEL MINISTRO ROMANI E L’ELIMINAZIONE DI MR PREZZI

    L’ IMPATTO FINALE DELL’AUMENTO IVA SARA’  PARI ALLO 0,64%

    Secondo i dati definitivi resi noti oggi dall’Istat, l’indice dei prezzi al consumo a settembre è aumentato del 3% rispetto ad un anno fa. Nonostante il dato sia stato ritoccato al ribasso rispetto alle stime provvisorie, resta pur sempre il livello più alto toccato dall’ottobre del 2008.
    Per il Codacons il fatto che i prezzi siano saliti dal 2,8% di agosto al 3%, in un solo mese, nonostante le vendite al dettaglio siano in calo e la crisi non sia certo alle fine, è un grido d’allarme che dovrebbe preoccupare e responsabilizzare il Governo italiano, specie in considerazione del fatto che la ragione di questo aumento è dipesa in gran parte dalle manovre di luglio e agosto del Governo stesso.
    Per questo il Codacons chiede l’eliminazione del Garante per la sorveglianza dei prezzi, un ufficio inutile che non solo non è in grado di bloccare le speculazioni sui prezzi ma nemmeno di svolgere una attività di moral suasion, e le dimissioni del ministro Romani, dato che, invece di occuparsi dello sviluppo del Paese e di come far aumentare i consumi delle famiglie, li ha contrastati, accettando, senza proferire parola, il rialzo delle accise sui carburanti, Iva, tasse sull’rc auto etc etc. Inoltre se i prezzi salgono nonostante il crollo della domanda è solo perché questo Governo non ha preso una sola misura di liberalizzazione, salvo quella parziale dell’orario dei negozi, ottenuta comunque grazie al ministro Brambilla e non certo al ministro competente in materia, Romani.
    E’ evidente che se l’aumento dell’Iva, pur se rilevato dall’Istat solo dal 17 al 21 settembre, ha già fatto rialzare l’inflazione a livelli che si erano toccati solo 3 anni fa, ossia prima che i prezzi crollassero per via della crisi mondiale, nei prossimi mesi ci si deve attendere il peggio. Il Codacons ha stimato un impatto finale sull’inflazione pari allo 0,64 %, equivalente ad una stangata che a regime sarà pari a  290 euro all’anno per una famiglia di 3 persone e 385 euro per una famiglia di 4.
    Per l’associazione di consumatori occorre che un nuovo ministro dello Sviluppo economico ottenga dal Governo almeno la riduzione dell’Iva sulla benzina e su prodotti come cioccolato, caffè, detersivi (che gravano sulle famiglie numerose), compensando semmai il minor gettito con spostamenti di beni dall’aliquota ridotta a quella ordinaria (ad es. alberghi, ristoranti…).
     

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