21 Gennaio 2014

INFLAZIONE: ISTAT, DAL 2005 MAGGIORE PER LE FAMIGLIE PIU’ POVERE

    INFLAZIONE: ISTAT, DAL 2005 MAGGIORE PER LE FAMIGLIE PIU’ POVERE

    CODACONS: DAL 2002 DENUNCIAMO DATI FALSATI PER POVERI E PENSIONATI AL MINIMO ED INFLAZIONE DA DOPPIA A TRIPLA

    IL CODACONS CHIEDE INDICI AD HOC

    Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat,  tra il 2005 ed il 2013 l’inflazione per le famiglie con la spesa media più bassa è aumentata del 21,8%, a fronte del 17,7% registrato per i nuclei con la spesa più alta e del 19% dell’indice generale.
    Il Codacons è dal 2002 che denuncia dati falsati per poveri e pensionati al minimo. Le categorie più in difficoltà hanno avuto in questi anni un’inflazione da doppia a tripla rispetto alla media delle famiglie italiane.  Un gap che dal 2002, quando i pensionati hanno visto addirittura raddoppiare la loro spesa di tutti i giorni, ad oggi si è attenuato, ma che resta ancora particolarmente grave ed allarmante, anche perché ormai dura ininterrottamente da 12 anni.
    Insomma tutti e 3 gli indici finora utilizzati ufficialmente dall’Istat, Foi, Nic ed Ipca, sono ben lungi dal dare una rappresentazione realistica dell’inflazione che paga chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese e concentra tutte le sue spese nelle due voci principali: prodotti alimentari e abitazione, acqua, elettricità.  
    Ecco perché l’Istat non dovrebbe limitarsi a dare come inflazione la solita media del pollo.
    Da tempo il Codacons, inascoltato, chiede all’Istat ed al Governo indici differenziati per fasce di reddito e per fasce sociali, per verificare, ad esempio, come l’inflazione si spalma diversamente sulle varie categorie sociali.
    In particolare sarebbe necessario un indice dei prezzi ad hoc per i pensionati al minimo, sul quale calcolare l’adeguamento delle pensioni, per difenderle dall’aumento reale del costo della vita.
    Fino a che il Governo blocca la rivalutazione delle pensioni o adegua anche quelle sotto 3 volte il trattamento minimo in modo risibile, è evidente che i consumi continueranno a scendere e la povertà ad aumentare.

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