15 Giugno 2018

Inflazione, Istat: a maggio più 1,% ma il carrello della spesa va più su

 

A maggio l’ inflazione si porta all’ 1% , trainata soprattutto da beni e servizi rilevanti nella spesa delle famiglie, quali alimentari freschi e benzina . Va più su il carrello della spesa. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano del 2% rispetto a maggio dello scorso anno. A maggio, dice l’ Istat, si stima che l’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività aumenti dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’ 1,0% su base annua (da +0,5% registrato ad aprile). La stima preliminare era +1,1%. La ripresa dell’ inflazione dipende soprattutto dai prezzi dei Beni alimentari non lavorati, la cui crescita tendenziale passa da +0,7% di aprile a +2,4% e dei Beni energetici non regolamentati (da +2,7% a +5,3%) . A questi fattori si aggiunge l’ inversione di tendenza della dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -0,7% a +1,7%); contribuiscono, seppur in misura minore, i prezzi dei Tabacchi (da +2,8% a +3,4%) e quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,0% a +1,3%). Su base mensile, l’ aumento dipende soprattutto dal rialzo di prezzo di alcuni prodotti, quali beni energetici non regolamentati (+2,1%), alimentari non lavorati (+1,9%), servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei tabacchi (+0,6% per entrambe). I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,6% su base mensile e dell’ 1,7% su base annua (in accelerazione da +1,2% registrato ad aprile). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto crescono dello 0,7% sul mese precedente e del 2,0% rispetto a maggio 2017 (da +1,4% del mese precedente). Sono voci che pesano nella spesa delle famiglie, come evidenzia lo stesso commento dell’ Istat che spiega: “Dopo l’ avvio debole dei primi mesi del 2018, a maggio l’ inflazione si porta all’ 1%, trainata da beni e servizi di grande rilevanza nelle spese quotidiane delle famiglie. I prezzi degli alimentari, in particolare freschi, quelli di benzina e gasolio sono cresciuti, infatti, più di quanto non siano cresciuti in media quelli degli altri prodotti , definendo un quadro di tensioni inflazionistiche per i prodotti ad alta frequenza di acquisto. Tensioni si rilevano anche per prodotti legati alla filiera turistica , quali trasporto aereo, alberghi e pacchetti vacanza internazionali”. “Anche se l’ inflazione scende leggermente rispetto alla stima iniziale, si conferma il raddoppio dei prezzi rispetto ad aprile e l’ impennata del carrello della spesa, che dopo essere triplicati da +0,4 di marzo a +1,2 di aprile, proseguono la loro corsa attestandosi a +1,7% – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori – Per una coppia con due figli significa avere una maggior spesa annua complessiva di 391 euro, 131 euro per il solo carrello della spesa , ossia per gli acquisti quotidiani. Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 360 euro, 121 destinati alle compere di tutti i giorni “. Si sofferma sul caro-benzina il Codacons. “L’ incremento dei prezzi di benzina e gasolio ha avuto effetti pesantissimi sul tasso di inflazione, determinando un forte aumento dei listini nel settore alimentare e in quello energetico – spiega il presidente Carlo Rienzi – A causa del rincaro dei carburanti una famiglia con due figli subisce una maggiore spesa pari a +391 euro su base annua (+303 la famiglia “tipo”, +197 euro un pensionato)”. Per cibo e bevande una famiglia di quattro persone, stima il Codacons, spende 142 euro in più l’ anno. “E il rischio concreto – aggiunge Rienzi – è che ora i rincari della benzina e dei beni energetici abbiano effetti anche sulle bollette luce e gas , con un rialzo delle prossime tariffe trimestrali che saranno comunicate dall’ Autorità per l’ energia”.

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