INFLAZIONE: ISTAT, A MAGGIO +3,2% ANNUO, INVARIATA SU MESE
INFLAZIONE: ISTAT, A MAGGIO +3,2% ANNUO, INVARIATA SU MESE
STANGATA DA 1531 EURO PER UNA FAMIGLIA DI 3 PERSONE
NON BASTA LA SPENDING REVIEW PER SCONGIURARE AUMENTO IVA
Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione a maggio e’ rimasta invariata rispetto ad aprile e ha fatto registrare un aumento del 3,2% su base annua (+3,3% ad aprile). Scende leggermente il carrello della spesa, attestandosi al 4,3% su base annua.
Per il Codacons è grave che l’inflazione scenda in modo consistente in tutta l’Eurozona, con una tasso annuale pari al 2,4% contro il 2,6% di aprile, tranne che in Italia.
Ad influire sul’anomalia italiana c’è sicuramente l’aumento dell’Iva che continua a produrre effetti nonostante siano passati ormai 6 mesi dal rialzo di settembre. Da allora, inflazione è balzata oltre il 3% e non è più scesa.
Significa, tradotto in termini di costo della vita, elaborando i dati sulla spesa effettiva di una famiglia, una stangata pari a 1531 euro per un nucleo di 3 persone. Un rialzo record, in particolare, per la voce “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” che aggrava i conti di una famiglia di 3 persone per 821 euro (cfr. tabella sotto riportata).
E’ evidente che aumentare l’Iva ad ottobre, o limitarsi a rinviare l’aumento a gennaio 2013, significherebbe dare il colpa di grazia alle famiglie in difficoltà e ai consumi ormai ridotti all’osso, dato che ci sarebbe una spinta ulteriore sui prezzi variabile tra l’1,3 e l’1,7%, a seconda che scattino gli arrotondamenti.
Ecco perché la spending review, con un gettito di appena 4,2 mld per il 2012, 7,2 mld su base annua, non può certo bastare a scongiurare l’aumento dell’Iva, specie se da quel già inadeguato risparmio il Governo intende attingere anche per qualunque altra necessità futura, dall’emergenza terremoto, 1 miliardo per il 2013 ed il 2014, alla compensazione dei crediti.
Per questa ragione il Codacons, in attesa che la revisione della spesa produca effetti di medio periodo e aggredisca i 295 miliardi previsti dal ministro Giarda, invita il Governo Monti ad affiancare alla spending review la vecchia clausola di salvaguardia di Tremonti, con tagli, magari questa volta non lineari, alle detrazioni fiscali, commisurandole ad esempio al reddito dichiarato ed escludendole per chi guadagna oltre 75.000 euro, oltre a misure serie contro gli sprechi della politica, eliminando ad esempio le comunità montane.
Tabella: aumento della spesa
|
COMPONENTI VOCE |
2 |
3 |
|
Prodotti alimentari e bevande analcoliche |
112 |
129 |
|
Bevande alcoliche e tabacchi |
36 |
46 |
|
Abbigliamento e calzature |
42 |
67 |
|
Abitazione, acqua, elettricità e combustibili |
799 |
821 |
|
Mobili, articoli e servizi per la casa |
37 |
45 |
|
Servizi sanitari e spese per la salute |
1 |
1 |
|
Trasporti |
258 |
346 |
|
Comunicazioni |
-12 |
-15 |
|
Ricreazione, spettacoli e cultura |
7 |
9 |
|
Istruzione |
3 |
10 |
|
Servizi ricettivi e di ristorazione |
24 |
30 |
|
Altri beni e servizi |
33 |
42 |
|
TOTALE |
1339 |
1531 |
Fonte: Codacons (si prega di citare la fonte)
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