«Inflazione, indice Istat non reale»
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fonte:
- Corriere della Sera
«Inflazione, indice Istat non reale»
I consumatori: 21 comuni assenti dalla rilevazione, pari a un sesto degli italiani
ROMA – Tregua già finita tra Istat e consumatori. Ad attaccare l?istituto di statistica, a pochi giorni da un incontro che era apparso pacificatorio, è l?Intesa composta da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Sotto accusa tornano i metodi di rilevamento dei prezzi al consumo. Ma questa volta la polemica si allarga agli uffici di statistica comunali che mensilmente dovrebbero effettuare le indagini: «Ventuno su 97 non forniscono alcun dato all?Istat – spiega carte alla mano Carlo Rienzi del Codacons -. In questo modo il livello dei prezzi relativi a un sesto dei cittadini italiani scompare nel nulla. In Sicilia l?omissione riguarda cinque comuni su nove, pari al 33% della popolazione». L?Intesa stima che l?assenza di questi dati, più consistente al Sud, porterebbe a sottostimare il tasso di inflazione di una percentuale che oscilla tra lo 0,1% e lo 0,3%. Per questo l?associazione ha denunciato per omissione e abuso di atti d`ufficio i sindaci dei Comuni interessati: Pavia, Vicenza, Gorizia, Imperia, Rieti, Frosinone, Caserta, Benevento, Avellino, Salerno, Taranto, Lecce, Matera, Catanzaro, Messina, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Nuoro. Resta fuori Aosta che si sarebbe messa in regola nell?ultima rilevazione. «La mancata partecipazione di un certo numero di Comuni – replica l?Istat – non inficia la correttezza della misura dell`inflazione». Il criterio adoperato, si precisa, ha come base di calcolo le Regioni. Per ciascuna di esse il dato finale è calcolato in maniera ponderata, tenendo conto del peso dei Comuni non presenti. L?Istat dunque ammette che l?indice è calcolato su 76 Comuni, con esclusione di quelli che «non partecipano per mancata rilevazione dei prezzi o perché hanno fornito rilevazioni non conformi alle note Istat». Il fatto che alcuni uffici di statistica non collaborino, secondo l?Intesa, è inquietante. «Ma c?è dell?altro. Esiste – continua Rienzi – la tendenza degli uffici a trattare le “omissioni occasionali di rilevazione“ come “assenza di variazione di prezzo“, falsando i dati per difetto. E poi c?è la consuetudine di rilevare i prezzi dei prodotti anche quando non sono sul mercato, ad esempio il cappotto d`estate».
L?Intesa ha confermato lo sciopero dei consumi di giovedì prossimo cui hanno aderito, tra gli altri, l?Ulivo, la Casa del consumatore (nata dall?iniziativa di Forza Italia), la Cgil e il collettivo no-global Alimonda. L?iniziativa viene criticata dalla «Coalizione per i consumatori», che ha iniziato la settimana di mobilitazione sul «caroprezzi nell?agroalimentare». Altroconsumo infine attiverà venerdì il numero verde 800.194.491 per fornire «informazioni utili per risparmiare».
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