Inflazione in rialzo: aumenta ancora il «carrello della spesa»
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fonte:
- Il Mattino
Barbara Corrao Roma. L’ inflazione si mantiene alta e l’ Istat conferma l’ aumento del 3,3% a giugno, un ulteriore scalino in più rispetto al 3,2% di maggio. L’ aumento mensile è dello 0,2%. Il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, cioè dei prodotti acquistati con più frequenza, è del 4,4% annuo. Lo conferma l’ Istat dopo le prime stime diffuse pochi giorni fa. Diversamente dalle rilevazioni dei mesi scorsi, quando a soffiare sui prezzi erano gli aumenti dei carburanti che registrano invece un ridimensionamento a giugno, a spingere sull’ inflazione questa volta sono gli alimentari non lavorati: carne, frutta, verdura, caffè. Si fa sentire, chiara e forte, la protesta degli agricoltori che respingono all’ unisono la responsabilità sugli aumenti. Se al consumo i prezzi degli alimentari e bevande aumentano del 2,7%, osserva la Coldiretti sulla base di dati Ismea, nello stesso mese alla produzione agricola i prezzi si riducono in media dell’ uno per cento: si allarga dunque, conclude l’ associazione, la forbice dei prezzi dal campo alla tavola. Un fenomeno accompagnato, sottolineano ancora i coltivatori diretti, dal crollo delle quotazioni, rispetto ad un anno fa, per l’ olio di oliva (-31%), i cereali (-19%), il latte e derivati (-10%). Considerazioni analoghe le fa anche la Confagricoltura: «Aumentano i prezzi al consumo degli alimenti non lavorati, tra cui i prodotti agricoli freschi (+ 2,6% a giugno 2012 su giugno 2011) ma restano comunque in linea o inferiori all’ indice generale dell’ inflazione del 3,3%». Anche l’ associazione degli imprenditori agricoli fa osservare che le imprese «sono in grandissima difficoltà per gli aumenti dei costi aziendali, per i prezzi all’ origine non remunerativi e per il nuovo carico fiscale». L’ inflazione acquisita per il 2012 sale al 2,8%. A giugno, spiega l’ Istat, il principale effetto di sostegno alla dinamica dell’ indice generale deriva dall’ aumento congiunturale dell’ 1,5% dei prezzi dei beni alimentari non lavorati, che determina una sensibile accelerazione del loro tasso annuo di crescita (2,6%, dallo 0,8% di maggio). Invece un forte effetto di contenimento si deve alla flessione mensile dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (-2,6%), per effetto del ribasso dei prezzi di tutti i carburanti. Il tasso di crescita frena al 16% (dal +17,8% di maggio) mentre il gasolio rallenta al 18,8% su base annua (contro il 19,2 del mese precedente). Benzina e gasolio, però, hanno ripreso a crescere durante la scorsa settimana. Balzi dei prezzi si sono registrati in tutta Europa e quindi si è ridotto il differenziale con l’ Italia. Le compagnie hanno rivisto i prezzi al rialzo e si preparano oggi a ripartire con l’ operazione-sconti nel corso del week end. Operazione che ha suscitato le proteste dei piccoli gestori penalizzati sul margine. Le no logo hanno anticipato già da ieri i ribassi, per battere sul tempo gli sconti che Eni ha confermato con 1,6 euro/litro sulla benzina e 1,5 euro/litro sul gasolio. Tornando all’ inflazione, i maggiori rialzi congiunturali dei prezzi riguardano alimentari e bevande analcoliche e comunicazioni (per entrambe +0,8%); in diminuzione sul mese precedente risultano i prezzi dei trasporti (-0,3%). Nel confronto tendenziale l’ Istat rileva gli aumenti maggiori per bevande alcoliche e tabacchi (+8,1%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,6%) e trasporti (+6,4%), l’ abbigliamento e calzature (+3%). A livello territoriale Potenza (+4,8%), Genova (+4,1%) e Trieste (+3,8%) sono le città in cui i prezzi registrano gli aumenti tendenziali più elevati. Per il Codacons «è grave che l’ inflazione scenda in tutta Europa tranne che in Italia. Per una famiglia di 4 persone l’ aumento del 4,4% sul carrello della spesa significa una maggior spesa di 642 euro l’ anno». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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