30 Settembre 2004

Inflazione in frenata: cala ai livelli del ?99

Inflazione in frenata: cala ai livelli del ?99


Il carovita al 2,1% dal 2,3% di agosto. Il gasolio però sfonda quota un euro e la benzina sale a 1,18 al litro




ROMA – L?inflazione a settembre scende ai livelli del dicembre ?99 per effetto del calo di alimentari e trasporti. Se i dati delle 13 città campione, resi noti ieri, verranno confermati, il carovita registrerà una diminuzione tendenziale dal 2,3% di agosto al 2,1%, con prezzi invariati su base mensile. «L?obiettivo di un tasso al 2% a fine anno è raggiungibile» ha commentato il viceministro alle Attività produttive, Adolfo Urso. Ma non tutti sono ottimisti: la Cgil paventa il «rischio deflazione», mentre la Confcommercio spiega il dato dell?inflazione con la contrazione dei consumi delle famiglie. E preoccupazioni emergono per l?immediato futuro: la corsa del prezzo del petrolio non si ferma. Ieri il gasolio ha superato la soglia dell?euro mentre la benzina è salita a 1,18 al litro. Il caro greggio ha indotto Alitalia a aumentare di 4 euro il «sovrapprezzo carburante» sui voli nazionali che passa da 16 a 20 euro a tratta. Polemiche suscitano anche i dati Istat sulle retribuzioni: tra aprile e giugno i salari sono cresciuti dello 0,6% e i prezzi dello 0,8%.



CARA ROMA – La città dove i prezzi sono aumentati in maniera più consistente su base mensile è Roma: »0,3%. Ma sono diverse le città dove si registra una diminuzione: Milano e Genova sono le più virtuose con un calo dello 0,2%. Su base annua invece la città dove si registra l`incremento più forte è Napoli (2,7%), sul fronte opposto primeggia Ancona (1,2%). Torino perde il primato di città con la più alta inflazione d`Italia prima ancora che parta l`accordo sul contenimento dei prezzi voluto dalle parti sociali e dagli enti locali, che la Regione vuole estendere a tutto il Piemonte.


CARTELLINI E BIGLIETTI – A imbrigliare l?inflazione sarebbe stata la frenata degli alimentari, in ribasso per il terzo mese consecutivo, e dei trasporti, favoriti dalla stabilità del prezzo dei carburanti nella prima quindicina del mese e dai ribassi del 10% sui biglietti aerei e marittimi. Il Centro studi di Confindustria ritiene che siano i prezzi alla produzione a frenare la “core inflation“, «cioè l`andamento di fondo dell`inflazione, al netto di alimentari freschi e prodotti energetici». Ma Confcommercio sostiene che il ridimensionamento del tasso d`inflazione «è una ulteriore conferma della preoccupante situazione in cui versa la domanda delle famiglie». L?inflazione al 2,1% è «un dato che somiglia molto a un fenomeno paranormale» dice l?Intesa dei consumatori. L?Isae avverte: luce, affitti e petrolio potrebbero invertire la tendenza dell?inflazione già nel mese di ottobre.


I SALARI – La Cgil attacca: «I consumi sono bloccati e la produzione industriale è in affanno». E poi ci sono i salari: secondo l?Istat, gli stipendi del settore privato non agricolo non corrono quanto i prezzi. Lo scorso anno il divario è stato pari allo 0,8%: a fronte di un tasso di inflazione del 2,7%, le retribuzioni sono salite dell`1,9%.
Quanto al 2004, nel periodo gennaio-marzo le retribuzioni sono cresciute dello 0,6% come i prezzi al consumo. Da aprile a giugno invece, l`incremento dei salari è stato dello 0,6%, a fronte di un aumento dello 0,8% dei prezzi.
L?aumento tendenziale delle retribuzioni (»3,2% nel primo trimestre e »3% nel secondo) sarebbe invece superiore al tasso d?inflazione perché, spiega l?Istat, il paragone viene fatto con i corrispondenti due trimestri dell`anno precedente, quando si registrarono «fra i valori più bassi degli ultimi tre anni» delle retribuzioni.

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