31 Marzo 2020

Inflazione in calo allo 0,1%, ma carrello della spesa più caro. I prezzi degli alimentari volano

 

Calo dei prezzi a marzo, ma non per i beni alimentari che invece si impennano, rendendo più caro il carrello della spesa nel difficile contesto dell’emergenza sanitaria. Secondo le stime preliminari diffuse oggi dall’Istat, l’inflazione a marzo si è attestata allo 0,1% su base annua, evidenziando un calo rispetto allo 0,3% di febbraio. Il rallentamento dell’inflazione si spiega con l’inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, e in particolare di quelli dei carburanti, e con la discesa dei prezzi dei servizi, dovuta in larga parte alla
straordinaria situazione che sta vivendo il paese. Ma il rallentamento sarebbe stato ben più ampio se non si fosse verificata una accelerazione dei prezzi dei beni alimentari, che ha portato la variazione del cosiddetto carrello della spesa nuovamente al di sopra dell’1%.

Volando i prezzi degli alimentari
L’emergenza coronavirus conferma i propri effetti dirompenti sull’economia, e se da un lato abbatte i prezzi nel comparto energetico e dei carburanti, dall’altro fa impennare i listini degli alimentari. Nel dettaglio, l’Istat ha infatti rilevato un’inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, da +1,2% a -2,7%, a seguito del ribasso delle quotazioni del petrolio, e una decelerazione di quelli dei servizi, da +1% a +0,6%. Ma questi andamenti sono stati solo in parte compensati dall’impennata dei prezzi dei beni alimentari, passati da +0,4% a +1,2%, e dei Tabacchi (da +1,5% a +2,5%).

“Il crollo delle quotazioni del petrolio ha portato ad un abbattimento generale dei prezzi nel comparto energetico e in quello dei trasporti, al punto che per spostarsi una famiglia spende oggi il -0,5% su base annua, con un risparmio medio di 28 euro annui – sottolinea il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – Sul fronte opposto volano al +1,2% i listini dei beni alimentari, determinando una maggiore spesa per cibi e bevande pari a +91 euro a famiglia su base annua”. Non solo. L’associazione dei consumatori lancia l’allarme sulle speculazioni degli ultimi giorni. “La nostra preoccupazione è che si stiano verificando negli ultimi giorni forti speculazioni sui listini dei generi alimentari, confermate dalle segnalazioni che stanno pervenendo al Codacons da parte dei consumatori, con rincari dei prezzi su larga scala che non appaiono in alcun modo giustificati”.

All’allarme si unisce l’Unione Nazionale dei Consumatori che sottolinea come questi rincari siano in realtà ancora peggiori per le tasche delle famiglie. “Anche se i prezzi dei beni alimentari sono saliti ufficialmente dell’1,2% su base annua, gli italiani, in termini di spesa, hanno subito rialzi ben maggiori dell’1,2% – spiega l’Unc – Infatti, gli spostamenti ridotti alle situazioni di necessità, per via dell’emergenza coronavirus, non consentono più alle famiglie di fare shopping come una volta, confrontando i prezzi di più esercizi o andando nel centro commerciale collocato fuori del proprio comune di residenza, dove erano soliti andare per risparmiare. Quindi anche se i prezzi restassero uguali, la ridotta mobilità del consumatore si tradurrebbe comunque in maggiore spesa”. Molte famiglie, dunque, pur avendo le stesse entrate di prima, ora fanno più fatica ad arrivare alla fine del mese.

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