17 Giugno 2009

Inflazione in calo, +0,9%

 Roma È un inizio d’estate freddo quello che le famiglie italiane si ritrovano nel carrello della spesa di tutti i giorni. I prezzi stanno infatti rallentando vistosamente la loro tradizionale corsa, tanto che l’inflazione è arrivata a maggio allo 0,9%, il minimo dal 1968. Ma per i beni di prima necessità, quelli che vengono acquistati quasi ogni giorno (dagli alimentari ai giornali, dalle sigarette alla benzina), la frenata è stata ancora più evidente, con una discesa allo 0,6%. Niente a che vedere con i picchi del 6% toccati a luglio scorso. A raffreddare i prezzi è stato soprattutto il comparto energetico, lo stesso che l’anno scorso è stato responsabile di una estate bollente, con un’inflazione al galoppo al 4%. Tra i beni quotidiani sono stati infatti proprio i carburanti a mettere a segno la flessione più significativa. Insieme ai lubrificanti, hanno registrato un calo vertiginoso di quasi il 18% rispetto a maggio del 2008 (-15,8% per la benzina e -25% per il diesel). Anche per molti degli altri componenti della spesa quotidiana, che rimangono comunque sopra il +0,6% complessivo, si è registrata una frenata rispetto ai tassi di crescita aprile. Per gli alimentari, ad esempio, si è passati da un aumento su base annua del 2,7% a +2,5% (per il pane i rincari si sono fermati a +1,1% dal +1,4% di aprile, mentre per la pasta di semola di grano duro si è scesi da +7,7% a +4,8%). Ed è rallentato anche il tasso di incremento di alcolici e tabacchi (da +5,1% a +5,0%). Anche per quei prodotti o servizi con cui le famiglie si trovano a fare i conti con «media frequenza» (abbigliamento, tariffe, trasporti stradali e aerei, medicine e così via), l’inflazione è scesa: dall’1,2% di aprile allo 0,9%. Il rallentamento è stato insomma generalizzato, e non solo in Italia. In Europa l’andamento al ribasso è stato ancora più accentuato, con una media nell’area euro dello 0% e con alcuni Paesi – come Irlanda, Portogallo o Spagna – che, complice la crisi economica, sono abbondantemente scesi sotto lo zero, imboccando la strada della deflazione. Per le associazioni dei consumatori però c’è ben poco da festeggiare.  Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc continuano infatti a puntare il dito contro i rincari degli alimentari, che, nonostante la decelerazione di maggio, mostrano ancora rialzi sopra il 2%.  «Il calo dell’inflazione – commenta il Codacons – è illusorio, una diminuzione virtuale dovuta al comparto energia». Solo per gli alimentari infatti, calcola l’associazione, si dovranno sborsare 420 euro in più nel 2009.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this