Inflazione, il paniere Istat si fa il lifting
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fonte:
- Il Cittadino
ROMA Addio ai cotton fioc, all?autoradio, al compasso e al pedicure. L?Istat si aggiorna e rinnova il paniere dell?inflazione con un lifting di modernità, incorporando nella lista voci come l?estetista e i mignon di pasticceria ed escludendo invece i prodotti ormai desueti che non rientrano più nel carrello della spesa delle famiglie. Così insieme all?autoradio, scompaiono anche il lettore cd, forse ormai troppo tradizionale rispetto alla scintillante tecnologia dell?i-pod, e il decoder, diffusissimo nelle case, ma fornito sempre più spesso insieme agli abbonamenti tv e quindi non acquistato singolarmente dalle famiglie.Come ogni anno l?aggiornamento arriva praticamente alla vigilia della diffusione del primo dato sull?inflazione 2005, calcolato a gennaio in base ai nuovi parametri ed atteso per venerdì prossimo. La rilevazione è stata condotta per la prima volta sul paniere ?riveduto e corretto?, composto da 562 posizioni ?rappresentative? dei consumi degli italiani, 7 in meno rispetto al 2004. A 5 new entry corrispondono infatti ben 12 uscite di prodotti ?la cui diffusione o utilizzo risulta in declino o marginale?. Così al posto del pedicure, ormai non molto richiesto, entrano massaggi e trattamenti del più gettonato estetista. Esce la torta confezionata ed entra la pasticceria fresca, tornano in auge gli apparecchi di telefonia fissa (completi di nuove funzioni fax, segreteria telefonica o sms e videochiamate) e scompaiono gli accessori per cellulari. Allo stesso modo cedono il passo la navigazione lagunare, i pattini a rotelle e il compasso, mentre entra a pieno titolo il costume da bagno da uomo.Tutti cambiamenti che, spiega l?Istat, rispecchiano le abitudini di spesa degli italiani e migliorano la qualità delle rilevazioni statistiche dei prezzi evitando surplus e accavallamenti in voci già ampiamente rappresentate e riempiendo vuoti di prodotti o settori. Tipico il caso dell?attività intra moenia del pediatra, sempre meno diffusa rispetto all?attività di libero professionista che rimane stabilmente all?interno del capitolo spese per la salute.Oltre alle voci di prodotto l?Istat ha modificato anche i pesi dei vari capitoli all?interno del paniere, attribuendo più spazio ad esempio a trasporti (13,6%) e abitazione (9,3% circa), per i quali nel 2003 e nel 2004 si è speso di più sia in termini di consumi che di prezzi (basti pensare all?impennata dei carburanti nel capitolo trasporti). È stata invece ridotta l?incidenza dell?abbigliamento e degli alimentari (che rimangono comunque la prima voce del paniere con il 15,8%), anche a seguito del calo dei prezzi nel corso del 2004.Sull?abitazione il lavoro rimane però ?in progress?. Per dare alla casa il giusto peso i tecnici di Via Balbo sono infatti al lavoro insieme ai colleghi europei con l?obiettivo di rivedere l?effettiva incidenza che acquisto, mutui e affitti hanno sui portafogli delle famiglie. Un lavoro che si aggiunge anche a quello per la definizione di panieri differenziati per classi di reddito, così come richiesto da sindacati e associazioni.L?apertura dell?istituto di statistica non basta però alle associazioni dei consumatori che non si accontentano degli aggiornamenti: le scelte fatte quest?anno sono «irrazionali e ingiustificate» per il Movimento difesa del cittadino e addirittura «enigmatiche» per l?Intesaconsumatori. «Non sarà certo qualche voce aggiunta e qualche prodotto che esce dal paniere – afferma l?Intesa – a migliorare le rilevazioni sull?inflazione e renderle più vicine alla realtà con cui ogni giorno si scontrano i consumatori italiani».
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