15 Dicembre 2021

Inflazione, il dato definitivo di novembre è del +3,7%: top dal 2008

MILANO – Leggera revisione al ribasso per l’inflazione, rispetto alla stima preliminare, ma nella sostanza cambia molto poco: la corsa dei prezzi al consumo in Italia ha accelerato a novembre, segnando un record dal 2008, soprattutto a causa dei prezzi energetici. Una rilevazione che arriva mentre il governo si prepara a un nuovo intervento da 3,8 miliardi per sterilizzare almeno in parte l’effetto sulle bollette di famiglie e imprese, ma d’altra parte il prezzo del gas continua a segnare livelli record e alcuni pezzi dell’esecutivo già fanno capire che di questo passo non si può andare avanti a metter pezze: “Valutiamo come aumentare la quota di produzione nazionale del gas, a parità di consumi interni, riducendo le importazioni”, dice Roberto Cingolani.

Restiamo ai dati dei prezzi. L’Istat ha rivisto dunque al ribasso le stime di inflazione. Nel mese di novembre si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,7% su base annua (da +3,0% del mese di ottobre). La stima preliminare era +3,8%. L’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è ancora una volta dovuta in larga parte ai prezzi dei Beni energetici (da +24,9% di ottobre a +30,7%) e, in particolare, a quelli della componente non regolamentata (da +15,0% a +24,3%). Commenta infatti l’Istituto che l’inflazione si porta “a un livello che non si registrava da settembre 2008 e continuando a essere sostenuta soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici, con l’accelerazione della componente non regolamentata che segue quella della componente regolamentata registrata a ottobre”.

Subito il Codacons è andato a far di conto parlando di un “massacro” che – sul totale dei consumi della famiglia – vale un +1.137 euro annui. “Si tratta del tasso di inflazione più alto degli ultimi 13 anni, un andamento al rialzo che avrà pesanti effetti sui consumi delle famiglie – afferma il presidente Carlo Rienzi – Il forte incremento dei listini al dettaglio avrà conseguenze negative sulla spesa di Natale, riducendo gli acquisti delle famiglie legati alla festività: come già previsto dalle indagini del Codacons e confermato dalle organizzazioni dei commercianti, caleranno quest’anno numero ed entità dei regali, e ci sarà una forte contrazione della spesa nel settore dei viaggi di fine anno, proprio come reazione al forte rialzo di prezzi e tariffe in tutti i settori”.

Toni non meno aspri dall’Unione nazionale dei consumatori, che parla di una “Caporetto dei consumi” e “di una stangata che rallenterà la ripresa in corso”. “Ecco perché il Governo, invece di continuare con il balletto delle cifre su quanto intende stanziare per bloccare i prossimi aumenti di luce e gas, prima 1 miliardo, poi 2, poi 2,8, ieri 3,8, oggi Draghi dice che sono pronti ad aggiungere altre risorse, dovrebbe bloccare i rincari, senza se e senza ma”, attacca il presidente Massimiliano Dona.

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