18 Dicembre 2002

Inflazione, il costo della vita sale al 2,8%

ROMA ?- Il tasso di inflazione a novembre 2002 si è attestato al 2,8% rispetto al 2,7% di ottobre. Lo ha confermato ieri l`Istat in base alle rilevazioni definitive. In termini congiunturali la variazione è stata del +0,3%. Per quanto riguarda l`indice armonizzato, precisa l`Istat, a novembre si è registrata una variazione del +2,9% in termini tendenziali e del +0,3% rispetto al mese di ottobre. L`indice generale per l`intera collettività è cresciuto maggiormente in termini tendenziali nel capitolo alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+4,8%). In aumento anche i prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,4%) e i trasporti (+3,3%). L`unica variazione negativa ha riguardato invece il settore delle comunicazioni (-1,2%). In termini congiunturali il capitolo che ha registrato i prezzi più alti è stato quello dei mobili, articoli e servizi per la casa (+0,5%) seguito da abbigliamento e calzature e servizi sanitari e spese per la salute (entrambi +0,4%). Nulla la variazione di alberghi e ristoranti e di bevande alcoliche e tabacchi. Anche in questo caso l`unico capitolo che ha segnato una variazione negativa è stato quello delle comunicazioni (-0,1%). Tra le 20 città capoluogo di regione gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati nelle città di Napoli (+3,7%), Venezia (+3,5%) e Cagliari (+3,3%). I più moderati sono stati invece quelli di Ancona e Campobasso (+1,9 % per entrambe), Reggio Calabria (+2%), Potenza (+2,1%) e Firenze e L`Aquila (+2,2% per entrambe). Intanto le associazioni dei consumatori contestano le affermazioni del ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, secondo il quale più dell`inflazione «è da temere l`azione di chi grida ad un`inflazione non al 2,8%, ma molto più alta. Cose che – ha detto Marzano – possono causare aspettative inflazionistiche che rischiano di creare inflazione». Secondo l`Unione consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori ed Adoc) il ministro sembra addossare la responsabilità del caro-vita «alle associazioni dei consumatori e non agli speculatori», comportandosi da «sedicente economista liberista». Al contrario, prosegue l`Unione «le associazioni fanno il loro mestiere denunciando ritocchini, rincari, arrotondamenti ed aumenti che hanno messo in ginocchio i redditi delle famiglie italiane defraudate di ben 1.500 euro negli ultimi 12 mesi. Il dato sull`inflazione è «preoccupante», perchè mette a rischio la competitività italiana in Europa, ma anche perchè il Governo non prende alcuna contromisura per arginare l`aumento dei prezzi. E` quanto dichiara Pierluigi Bersani, responsabile economico dei Ds, di fronte all`aumento dei prezzi al consumo registrato il mese scorso. «Siamo quelli che crescono meno in Europa e che tuttavia hanno l`inflazione più alta. – afferma l`ex ministro in una nota. – Ciò significa, in regime di moneta unica, che è in atto una tendenza alla perdita di competitività, come peraltro si è visto dai dati che confermano la recessione dell`industria». Ma a preoccupare ancora più del dato sull`inflazione è, secondo Bersani, «il balbettio del Governo che continua a stare con le mani in mano, che insiste nel minimizzare e nel tacciare di catastrofismo ogni richiamo alla realtà». «Non vengono fatte riforme rivolte alla disinflazione, – lamenta il responsabile economico dei Ds – si fermano le liberalizzazioni, non c`è pressing sulla catena di formazione dei prezzi, non c`è messaggio ai consumatori, non si aiuta l`apparato produttivo concentrando finalmente le risorse su innovazione e ricerca e su riduzione mirata dei costi. Si allentano solo le regole contabili e fiscali fino al parossismo, – conclude – ma questo non fa una politica economica».

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