6 Febbraio 2013

Inflazione giù, ma verdura salata E cambia il termometro del carovita

Inflazione giù, ma verdura salata E cambia il termometro del carovita

 

 

TECNOLOGIA & crisi. Questo il senso delle scelte operate dall’ Istat che, fotografando le nuove abitudini di consumo degli italiani, ha avvicendato decine di prodotti nel nuovo paniere per il calcolo dell’ inflazione. In totale, nel 2013 saranno presi in considerazione più beni (1.429 contro i 1.383 del 2012), aggregati in 603 posizioni rappresentative (contro le 597 precedenti) in base alla significatività della spesa media annua. Crisi e tecnologia, dicevamo, perchè tra le new entry spiccano generi «risparmiosi», come il metano per auto e i prodotti per l’ abitazione, e risultano ridimensionati altri, voluttuari, come l’ abbigliamento; l’ hi-tech invece si disaggrega in molte più voci, dai nuovissimi «phablet», incrocio all’ ultimo grido tra smartphone e tablet, al tablet trasformabile in notebook, mentre è già messo alla porta l’ ultraportatile netbook. All’ indice finiscono anche «icone» delle generazioni più mature, come il diario scolastico e l’ agenda professionale, ormai «rottamate» dalle nuove. L’ «in» dell’ Istat prosegue poi con bevande energetiche e reintegratori di sali e vitamine, spesa significativa per sportivi e palestrati; la lettiera per gatti, in omaggio agli amici degli animali; l’ abbigliamento per bambini, forse in vista di un nuovo baby boom; infine viaggi religiosi, «corsa di taxi per l’ aeroporto» e costi di rilascio del passaporto, per cogliere anche le tendenze emergenti del turismo. LE NUOVE abitudini alimentari sono sotto gli occhi di tutti e ora anche della lente dell’ Istat: l’ amaro sostituisce il brandy, la pancetta in confezione quella da banco, il filetto di merluzzo surgelato al posto del nasello, l’ aceto si sdoppia in quello di vino e nel balsamico, il fico fresco è cassato. Eliminazione lampo anche per i costi della mediazione civile, dopo che la Corte Costituzionale ne ha bocciato l’ obbligatorietà. Parrebbe invece contraddire la rappresentazione di un’ Italia impoverita, che elimina il superfluo e fa quadrato sulle spese indispensabili, il maggior peso attribuito ai ristoranti e il minore a trasporti e salute. Infatti il Codacons censura, sostenendo che il nuovo paniere sottostima l’ inflazione per una cifra, non si sa come calcolata, di 256 euro. È la solita polemica che segue ogni revisione. Ignorando il fatto che l’ Istituto procede a inserimenti, cancellazioni e ponderazione sulla base delle spese medie effettive degli italiani per ciascuna voce, non degli umori dei suoi tecnici.

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