10 Agosto 2019

Inflazione ferma, ma spesa più cara Battuta d’ arresto per le esportazioni

`l’ indice dei prezzi tocca il valore minimo dal 2016 ma aumentano (+0,6%) i beni di maggior consumo `calano invece le bollette di luce e gas del mercato tutelato. gelata sull’ export, e quello tedesco crolla
ISTAT ROMA Prezzi fermi, bloccati. Tra luglio e giugno – comunica l’ Istat, l’ Istituto centrale di statistica – l’ inflazione fa registrare una «variazione nulla». Su base annua l’ indice si ferma al +0,4%, in calo rispetto alle stime preliminari che prevedevano +0,5%. I livelli più bassi da novembre 2016. E non è una bella notizia. Perché è uno dei segnali più evidenti che l’ Italia non va avanti, sta vivendo una lunga fase di stagnazione. Tornare in recessione è un passo, e l’ attuale crisi politica in corso fa aumentare il rischio che possa accadere a stretto giro di posta. LO STALLO Tra l’ altro sempre ieri l’ Istat ha comunicato anche i dati sul commercio estero di giugno: l’ export a livello mensile (giugno rispetto a maggio) registra un aumento dell’ 1,2%, ma su base annua (giugno 2019 rispetto a giugno 2018) c’ è un vistoso calo del 3,5%. Diminuiscono le vendite all’ estero, ma scendono ancora di più gli acquisti degli italiani di prodotti non italiani: le importazioni a giugno sono del 5,5% su base annua e del 2,1% rispetto al mese precedente. Va male anche in Germania: a giugno il surplus commerciale tedesco è sceso a 16,8 miliardi rispetto ai 22 miliardi dello stesso mese dell’ anno precedente. Le esportazioni a giugno hanno registrato un calo dell’ 8% rispetto allo stesso mese dell’ anno precedente (- 0,1% su maggio) mentre le importazioni hanno registrato una flessione del 4,4% rispetto a giugno 2018 (+ 0,5% su maggio). Tornando ai prezzi italiani, il dato di luglio determina un’ inflazione acquisita per il 2019 (quella che si verificherebbe se da qui in avanti rimanesse tutto com’ è ora) a + 0,7% per l’ indice generale e + 0,6% per la componente di fondo. Troppo poco per stimolare l’ economia e la crescita italiana. Cinque città del centro Nord sono addirittura già in deflazione: ad Ancona, Livorno e Ravenna l’ indice è sceso dello 0,3%, a Perugia dello 0,2% e Bologna ha fatto registrare – 0,1%. Venezia ha fatto registrare una crescita zero, + 0,5& a livello annuale, stessi dati registrati a Trieste. CARRELLO SPESA Prezzi fermi però non equivale a zero aggravio per le tasche dei cittadini. Il cosiddetto carrello della spesa (i beni alimentari e per la cura della casa e della persona più utilizzati dalle famiglie italiane) a luglio ha fatto registrare «una crescita più sostenuta di quella riferita all’ intero paniere»: + 0,6%. I beni alimentari lavorati – soprattutto vegetali refrigerati – sono aumentati del + 0,2% (+ 0,1% su base annua), quelli non lavorati invece sono calati dello 0,9% rispetto a giugno ma restano in aumento dell’ 1,5% su base annua. Abbigliamento e accessori invece beneficiano del periodo di saldi (- 0,2% rispetto a giugno). A conti fatti, comunque, anche con una inflazione generale ferma alla cassa del supermercato il portafoglio è diventato più leggero. Le associazioni dei consumatori segnalano anche una «inaccettabile stangata sulle vacanze degli italiani». I servizi relativi ai trasporti, ad esempio, sono aumentati dello 0,7% rispetto a giugno e dell’ 1,8% su base annua. Come mai, quindi, l’ indice generale è fermo? Incide il calo dei prezzi degli energetici regolamentati: – 3,6% rispetto a giugno scorso, – 5,2% rispetto a luglio 2018. BENZINA «Sono in particolare – indica l’ Istat – le tariffe sul mercato tutelato del gas di rete e dell’ elettricità, che, diminuendo a fronte dell’ aumento di luglio dello scorso anno, determinano questo andamento dei prezzi degli energetici regolamentati». In calo, ma meno accentuato, anche i prezzi degli energetici non regolamentati (- 0,8% luglio su giugno, meno 0,9% rispetto al luglio 2018). Gli utenti che ancora non sono passati al libero mercato quindi hanno avuto più benefici. Il Codacons punta il dito sui carburanti: i ritocchi al ribasso di benzina e gasolio sono «leggerissimi e non bastano, perché mentre le quotazioni internazionali del petrolio sono crollate sensibilmente, i listini praticati in Italia rimangono ancora troppo elevati. A livello geografico linflazione è leggermente al di sopra della media nazionale al Sud (+0,6%) e nelle Isole (+0,5%), Nord-Est e il Nord-Ovest sono allineati al +0,4% nazionale, il Centro è sotto la media (+ 0,1%). © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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