Inflazione ferma al 2,1% I consumatori attaccano: l`indice non è realistico
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fonte:
- Corriere della Sera
ROMA – Per l`Istat l`inflazione a marzo resta ferma al 2,1% ma le associazioni dei consumatori, come fatto più volte in passato, contestano la validità del dato. Secondo lo stesso istituto di Statistica, infatti, negli ultimi dodici mesi, la casa e i suoi “accessori“, oltre ai trasporti, hanno messo a segno aumenti ben superiori, intorno al 10%. Se si guardano le bollette e le imposte varie relative all`abitazione, rispetto al marzo del 2005 i prezzi sono cresciuti del 6,1%, per arrivare a un più 11,3% nel caso del riscaldamento a gas e a un più 11% per quello a gasolio. Tra il 5 e il 6% i rincari per le bollette dell`acqua e della raccolta dei rifiuti. Sull`onda del forte aumento dei prezzi del petrolio (si parla già di un superamento entro breve della soglia di 80 dollari al barile), il caro energia si è fatto sentire anche sui trasporti: in media, sono cresciuti del 3,5%, ma un litro di benzina è arrivato a costare il 7,9% in più e uno di gasolio per i motori diesel del 10,8%. Proprio per questa raffica di aumenti, le varie associazioni dei consumatori ieri hanno gridato allo scandalo sostenendo che le medie Istat non corrispondono al vero. “Questi dati mostrano un`Italia che non esiste“, afferma la Federconsumatori in una nota, mentre il presidente del Codacons Carlo Rienzi denuncia una “inflazione reale dell`8-10% su base annua“. L`Istat spiega che la somma dei due capitoli con i più forti rincari, cioè casa e trasporti, da sola copre la metà del tasso di inflazione risultando pari a 1,020 punti percentuali. Poi c`è il resto che influisce per raffreddare i prezzi. Così alcuni capitoli come le telecomunicazioni in genere (-3%), i medicinali (-1,1%) e alcuni generi alimentari il cui caso più visibile è quello dei pollami, crollati del 7,5% per l`allarme virus. Una buona notizia arriva dal ministero dell`Economia che, rifatti i conti, ha calcolato che il fabbisogno del settore statale nel mese di febbraio è migliorato di circa 1,4 miliardi di euro rispetto alle precedenti stime. Il miglioramento, del resto, era stato già annunciato nella trimestrale di cassa e, secondo fonti del Tesoro, riconducibile alla riclassificazione di alcune poste. Così cala anche il fabbisogno cumulato nei primi due mesi dell`anno, passando dai 10 miliardi della precedente stima a 8,6. In aumento, invece, il deficit corrente della bilancia dei pagamenti. Sempre a febbraio, il disavanzo è stato di 2,7 miliardi di euro contro 1,3 dello stesso mese del 2005. L`Ufficio italiano cambi segnala che in febbraio gli investimenti stranieri in titoli italiani sono scesi per circa 11 miliardi a fronte di maggiori investimenti italiani in azioni per circa 9 miliardi e 8 dall`estero.
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