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31 Ottobre 2019

Inflazione ferma a ottobre in Italia

Inflazione ferma a ottobre in Italia rispetto al mese precedente. Secondo le stime preliminari dell’ Istat, a ottobre l’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha registrato una variazione nulla su base mensile e un aumento dello 0,3% su base annua, come nel mese precedente. La stabilità dell’ inflazione su livelli contenuti, ha spiegato l’ Istat, è la sintesi di andamenti opposti tra i quali spiccano da un lato l’ ampliarsi della flessione dei prezzi dei beni energetici regolamentati da -5,3% a -8,2% e dall’ altro l’ accelerazione dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti da +0,4% a +1,9%. Mentre l’ inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici hanno accelerato entrambe da +0,6% a +0,8%. L’ aumento congiunturale dei prezzi dei beni energetici, sia nella componente regolamentata (+2,7%) che non (+0,9%), è stato compensato dal calo, dovuto per lo più a fattori stagionali, dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-0,7%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,8%), determinando così una variazione congiunturale dell’ indice generale pari a zero. Inoltre, si è accentuata la flessione dei prezzi dei beni (da -0,2% a -0,4%), mentre sono aumentati quelli dei servizi (da +0,9% a +1,1%); il differenziale inflazionistico è rimasto positivo e siè ampliato a +1,5 punti percentuali (+1,1 a settembre). L’ inflazione acquisita per il 2019 è +0,6% sia per l’ indice generale sia per la componente di fondo. Infine, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono cresciuti dello 0,8% su base annua e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’ acquisto dello 0,5% (tutti e due da +0,4% del mese precedente), registrando in entrambi i casi una crescita più sostenuta di quella riferita all’ intero paniere. Secondo le stime preliminari, l’ indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è aumentato dello 0,2% su base mensile e su base annua (come a settembre). L’ inflazione ferma allo 0,3% è una pessima notizia per l’ economia italiana, perché rispecchia lo stallo dei consumi con la spesa delle famiglie praticamente ferma che non riesce a ripartire, ha commentato a caldo il Codacons. Tutti gli analisti sono concordi nell’ affermare che un’ inflazione così bassa non è certo un bene per l’ economia italiana “e sarebbe una follia leggere in chiave positiva il dato odierno”, ha spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. I prezzi, infatti, rimangono sostanzialmente fermi perché i consumi non ripartono, con effetti a catena sull’ industria e sul pil. “Se i consumatori non comprano, i listini al dettaglio rimangono stabili e non crescono, come dimostrano i dati diffusi oggi dall’ Istat”, ha aggiunto Rienzi. Allo stato, ha precisato, “il tasso di inflazione allo 0,3% porta la maggiore spesa a carico delle famiglie a ridursi a quota +122 euro su base annua per un nucleo con due figli, e appena +93 euro annui per la famiglia tipo. Ma il rischio ora è che alcune misure palesemente sbagliate contenute nella manovra, come la plastic tax e la sugar tax, possano avere ripercussioni sulla spesa delle famiglie, portando a un’ ulteriore riduzione dei consumi nei comparti colpiti dalle nuove tasse”, ha concluso Rienzi. Anche l’ Ufficio studi di Confcommercio è preoccupato. “Al di là del fatto che la stessa debolezza dei consumi comprime la variazione dei prezzi, il dato di ottobre presenta la favorevole caratteristica della compressione dei prezzi dei prodotti energetici, fenomeno che si riflette in una modesta ma significativa crescita dell’ inflazione core”, ha osservato l’ Ufficio studi di Confcommercio. “Il contesto macroeconomico interno e internazionale non consente però di immaginare che queste indicazioni siano l’ inizio di un processo di avvicinamento al target del 2%. L’ inflazione italiana è ormai da quasi sette anni sotto tale soglia. Mediamente da inizio 2013 i prezzi hanno mostrato una variazione tendenziale dello 0,6%, che è anche l’ inflazione acquista per l’ anno in corso”. (riproduzione riservata)

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