1 Dicembre 2005

Inflazione ferma a novembre (+ 2,2%) La Confcommercio: è gelo sui consumi

ROMA L`inflazione è stabile a novembre. Secondo la fotografia scattata ieri dall`Istat, la crescita dei prezzi al consumo è ferma sul 2,2%, lo stesso livello di ottobre, mentre è invariata rispetto al mese precedente. Uno scenario che, tuttavia, mette in allarme Confcommercio: secondo l`associazione guidata da Sergio Billè la sostanziale stabilità dei prezzi è dovuta al gelo caduto sui consumi degli italiani. Consumi da ritenere, appunto, “ancora in freezer“. A tenere a bada l`inflazione di novembre è stato, spiegano all`Istat, soprattutto il raffreddamento del settore energia, che ha segnato un calo su mese del 2,2%. Basti guardare alla benzina, che ha registrato una flessione del 5,4% rispetto al mese precedente, oppure al prezzo del gasolio, diminuito del 4,3%. Restano ancora alti, sulla scia della fiammata dei mesi scorsi, i dati dei carburanti su base annua: la verde rispetto a novembre 2004 è cresciuta infatti dell`8%, mentre il gasolio del 15,8%. Ricomincia a rialzare timidamente la testa, invece, il settore degli alimentari, che su anno si sono apprezzati dello 0,6%, mentre rispetto a ottobre sono aumentati dello 0,1%. Dopo i picchi toccati in occasione dell`ingresso dell`euro, sono saliti a novembre anche i prezzi degli ortaggi e legumi freschi, che su mese mettono a segno un +0,6%. Per gli agricoltori della Cia, i dati diffusi dall`Istituto confermano che sugli alimentari al dettaglio pesano rincari “assolutamente ingiustificati e nuove manovre speculative“. Marcia in salita a novembre anche per i prezzi delle auto, che sono cresciuti dello 0,5% su mese e del 2,1% su anno. Stesso incremento congiunturale lo ha registrato il settore assicurazioni. Ma tra gli incrementi mensili svetta su tutti quello del settore servizi sanitari e per la salute (+1,3%). Una tendenza da imputare soprattutto all`impennata del prezzo dei farmaci, pari su mese al +2,5%, a causa della scadenza dal primo novembre dello sconto dei medicinali di fascia A. Lo scenario dipinto dall`Istat lascia scettici sindacati e consumatori. Per Adriana Polverini, vicesegretario generale dell`Ugl, il sindacato vicino ad An, l`Istat racconta “favole“ agli italiani; mentre, secondo Intesaconsumatori, l`Istituto di statistica sbaglia i conti di una virgola, poichè per categorie come i pensionati l`inflazione “reale“ non è al 2,2% bensì al 22%. A gettare acqua sul fuoco ci pensa Confesercenti: per l`associazione, infatti, le polemiche sui dati dell`inflazione “sono assurde e ingiustificate“, mentre bisognerebbe occuparsi dell`economia italiana, sostanzialmente “ferma“. E in futuro? Per le imprese, comunica l`Isae, la stabilità di novembre potrebbe durare bene poco e non si escludono rincari di fine anno. La crisi economica si fa sentire, eppure gli italiani non smettono di comprare auto. Il segreto di una domanda costantemente superiore a 2,25 milioni di immatricolazioni segnata negli ultimi otto anni sta, secondo gli operatori del settore, nella crescente abitudine a comprare a rate. Secondo gli ultimi dati, la febbre dello shopping a credito ha contagiato in Italia circa 23 milioni di persone e nel 2006 i compratori a rate potrebbero diventare addirittura la maggioranza. Questa tendenza sta prendendo piede anche nell`acquisto dell`auto, grazie soprattutto al crollo del costo del denaro negli ultimi anni e alle promozioni delle case basate su finanziamenti a tasso zero o agevolato. “Dalle nostre rilevazioni“, ha precisato il direttore del Centro Studi Promotor Gianprimo Quagliano nella conferenza inaugurale della trentesima edizione del Motor Show di Bologna emerge che dal 1994 al 2005 gli acquisti dei privati di autovetture con pagamento differito sono passati dal 35% al 60% del totale delle immatricolazioni“ e nel 2006 “la quota degli acquisti con ricorso al credito al consumo salirà al 64%“ .

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this