17 Giugno 2011

Inflazione ferma a 2,6% ma il cibo sale del 2,9%

ROMA L’ inflazione a maggio si ferma al al 2,6%. Su base annua i prezzi restano al livello segnato ad aprile. La pausa arriva dopo una lunga serie ininterrotta di rialzi. La corsa durava infatti, da dicembre e ha portato nel giro di mezzo anno il tasso a innalzarsi di quasi un punto percentuale. Il raffreddamento dei listini, confermato dall’ Istat, si ritrova anche nel confronto mensile, con un’ indice quasi piatto (+0,1%). Ma se si guarda ai prodotti che rientrano nella lista della spesa quotidiana, il quadro cambia. L’ Istituto nazionale di statistica segna un aumento record del cosiddetto carrello della spesa, con un rialzo dei prezzi del 3,5%, il livello più alto dal ottobre del 2008. A pesare sono sopratutto gli alimentari (+2,9%), ai massimi da oltre due anni. Non si abbassa, così, la guardia sull’ inflazione. E la questione rimane aperta anche a livello europeo. Nonostante ieri l’ Eurostat abbia registrato un calo del tasso, sia nei Paesi dell’ Unione monetaria (a 2,7% da 2,8) sia nell’ intera Ue (3,2%), la Banca centrtale europea avverte che il rischio di rialzi resta e giudica «necessario tenere un atteggiamento molto vigile», dicendosi pronta a intervenire «con fermezza e tempestività». Tornando all’ Italia, si fa sentire lo scarto tra l’ indice generale dei prezzi al consumo e quello che tiene in conto solo i prodotti acquistati con maggiore frequenza. Si tratta di un gap pari a quasi un punto percentuale (2,6% contro 3,5). A far schizzare in alto la spesa è il cibo, che risente dei forti rialzi, come quelli che hanno colpito la frutta fresca (+12,1%) e il caffè (+9,2%). Inoltre, continua l’ effetto del caro-carburanti, con la benzina e il diesel che si stabilizzano su tassi a doppia cifra (verde +11%, gasolio +15,1%). Ecco quindi che l’ allarme dei consumatori non cessa, per il Codacons «le famiglie nel 2011 dovranno pagare 250 euro in più per il solo acquisto di cibo». Sulla stessa linea Federconsumatori e Adusbef, che parlano di dati gravissimi. Il pensiero va agli alimentari e le reazioni non mancano. Confagricoltura fa notare che «a maggio è fisiologico un aumento dei prezzi della frutta fresca», ma purtroppo, e dello stesso parere è la Cia, di ciò «non si avvantaggiano i produttori». Mentre la Coldiretti punta il dito contro la benzina, dato che in Italia «l’ 86% dei trasporti commerciali avviene su gomma». Intanto, il presidente del Consiglio di Gestione Coop Italia, Vincenzo Tassinari, annuncia che la «crescita dell’ inflazione raggiungerà il picco del 5% sui prodotti alimentari nell’ anno in corso».
 

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