6 Gennaio 2022

Inflazione: dicembre +3,9%, top dal 2008

Un  decimo  di  punto  al  di  sotto  del  temuto  4%.  L’inflazione  dicembre  accelera  arriva  al  3,9%  su  base  annua,  il  massimo  dal  2008,  contro  il  3,7%  di  novembre  secondo  dati  provvisori  diffusi  ieri  dall’Istat.  L’aumento  dell’indice  è  dovuto  ai  rincari  dei  beni  alimentari,  dei  beni  durevoli  l’insieme  dei  servizi  ricreativi,  culturali  della  cura  della  persona.  Resta  molto  sostenuto  l’aumento  dei  prezzi  dei  beni  energetici  nonostante  un  leggero  rallentamento  dal  +30,7%  al  +29,1%.  Inoltre  l’Istat  ha  rilevato  che  nel  2021  prezzi  al  consumo  in  media  hanno  fatto  registrare  una  crescita  pari  1,9%  contro  il  -0,2%  nel  2020.  Le  conseguenze  si  scaricano  direttamente  nel  carrello  della  spesa.  beni  alimentari,  per  la  cura  della  casa  della  persona  raddoppiano  la  loro  crescita  passano  al  2,4%  dall’1,22%  di  novembre  mentre  nel  caso  dei  prodotti  ad  alta  frequenza  d’acquisto,  si  tratta  dei  generi  alimentari,  bevande,  le  spese  per  l’affitto,i  beni  non  durevoli  per  la  casa,  servizi  per  la  pulizia  manutenzione  della  casa,  carburanti,i  trasporti  urbani,  registrano  un  +4%  dal  +3,7%.  Queste  le  conseguenze  della  maratona  dei  rincari  dei  beni  energetici  che  nel  2021  hanno  visto  un  +14,1%  dopo  una  flessione  dell’8,44%  nell’anno  precedente.  Non  considerando  il  capitolo  energetico  quest’anno  prezzi  sarebbero  saliti  solo  dello  0,7%,  aumento  in  linea  con  quelli  del  2020.  In  questo  scenario  preoccupa  il  trend  dell’inflazione  acquisita  per  il  2022  pari  +1,8%  diversamente  da  quanto  accaduto  per  il  2021  quando  fu  pari  al  -0,1%.  Per  una  famiglia  media  un’inflazione  al  3,9%  comporta  una  stangata  da  almeno  1.094  secondo  le  stime  dell’Unione  consumatori  che  sfiora  1.200  euro  per  il  Codacons.  Soprattutto  non  si  conosce  ancora  la  portata  4%».  Un  ciclo  che  dovrebbe  continuare  fino  all’estate  frenando  la  ripresa  dei  consumi.  L’ufficio  studi  Coop  invece  stima  per  quest’anno  una  crescita  dei  prezzi  al  2,9%  rimarca  come  «l’inflazione  tenga  in  ostaggio  consumi  delle  famiglie  costringe  budget  nei  confini  delle  spese  obbligate».  Una  congiuntura  avversa  che  potrebbe  frenare  la  ripresa  dell’economia.  «L’aumento  dei  prezzi,  unito  alla  rapida  espansione  dell’epidemia,  rischia  di  bruciare  la  ripresa  in  atto»  avverte  Confesercenti  evidenziando  come  dietro  l’accelerazione  dell’inflazione  dicembre  ci  sia  non  solo  la  corsa  dei  beni  energetici,  ma  anche  fattori  stagionali  le  strozzature  dal  lato  dell’offerta.  Proprio  gli  aumenti  diffusi  dei  costi  delle  materie  prime  livello  internazionale,  avverte  Federdistribuzione,  «saranno  difficilmente  gestibili  lungo  senza  una  strategia  condivisa  livello  di  filiera  di  concerto  con  le  istituzioni».  L’inflazione  strozza  le  imprese  agricole,  denuncia  la  Coldiretti,  che  parla  di  aumenti  dei  costi  non  compensati  da  prezzi  di  vendita  adeguati,  con  molte  aziende  che  stanno  vendendo  sottocosto  anche  per  effetto  di  pratiche  sleali  che  scaricano  sull’anello  più  debole  della  filiera  gli  oneri  delle  promozioni  commerciali.  Per  quanto  riguarda  il  prossimo  futuro  sembra  non  ci  siano  molte  possibilità  di  raffreddare  prezzi.  dirlo  Paolo  Pizzoli,  senior  economist  di  Ing,  che  spiega:  «non  dovremmo  aspettarci  di  vedere  una  decelerazione  dell’inflazione  primaria  prima  del  secondo  trimestre  di  quest’anno  e,  anche  allora,  il  declino  potrebbe  essere  rallentato  dal  parziale  passaggio  delle  pressioni  sui  prezzi  alla  produzione  accumulate  nei  manufatti,  ora  ai  massimi  ultradecennali».  enrico.netti@ilsole24ore.com24ore.com

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox