16 Maggio 2004

Inflazione da spiaggia, affitti raddoppiati in tre anni

Inflazione da spiaggia, affitti raddoppiati in tre anni

In arrivo un’ondata di rincari delle tariffe dei professionisti dopo lo scatto per gli avvocati – Il Trentino ha i prestiti meno cari



L`estate sta arrivando e l`inflazione rischia si scaldarsi. Gli amanti del mare potrebbero infatti pagare molto di più l`affitto di sdraio e ombrelloni. La denuncia arriva dall`Intesa dei consumatori, secondo cui dal 2001 ad oggi il costo di una sdraio negli stabilimenti è passato da 8-10.000 vecchie lire a 8-10 euro. Solo nell`ultimo anno il rincaro è stato in media compreso tra il 6\% e il 12\%.
«Anche in questo settore, come già in altri, – afferma Rosario Trefiletti a nome delle quattro associazioni dell`Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) – si è arrivati negli ultimi anni ad una sorta di equiparazione tra 1 euro e mille lire». E le cifre salgono ancora se si guarda all`abbonamento stagionale. In media nel 2001, tre mesi al mare costavano tra le 400.000 e le 500.000 lire. Quest`anno è cresciuto a 420-440 euro. Va un po` meglio per gli amanti del Lido di Venezia, dove affittare una capanna per una stagione costa in media il 10-12\% in più rispetto al 2001, + 3\% sul listino dell`anno scorso. Ma – fanno notare gli esperti – si partiva da costi già molto alti e in qualche caso, tipo Excelsior, extra lusso (sui settemila euro a stagione).

I dati dell`Intesa dei consumatori sono contestati dal Sib, sindacato italiano balneari: «Quella di contenere i prezzi -afferma il presidente del Sib Riccardo Scarselli- è la politica del nostro sindacato che associa circa 10.000 imprese. Abbiamo studiato una serie di pacchetti, per abbonamenti settimanali, mensili e stagionali, che arrivano ad avere uno sconto, rispetto alla tariffa base, fino al 50\%».

L`inflazione rialza la testa anche per i professionisti. Per moltissimi di loro è in vista un sostanzioso aumento, nell`ordine in genere del 25-30\% con il picco del +47\% chiesto dai ragionieri. Un aumento che terrà conto dell`inflazione accumulata in diversi anni ma si abbatterà in un colpo solo sulle tasche dei loro clienti. Entro la fine dell`anno, secondo il sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti. Ad aprire questa tornata di aumenti, o meglio di adeguamenti dei compensi all`inflazione, sono stati gli avvocati. Dopo un anno e mezzo di istruttoria il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha firmato il decreto che riconosce in media un aumento del 25\% e aggiorna così tariffe ferme dal 1994. A ruota dovrebbero seguire i commercialisti: anche loro hanno chiesto nel 2002 un adeguamento del 25\% della loro tariffa in vigore da dieci anni. Architetti e ingegneri che avanzeranno una proposta unica al ministero e sembrano orientati a chiedere un aumento dell`ordine del 10-15\%. Difficile stimare l`impatto di questi aumenti sul tasso di inflazione, ma difficile anche negare la loro rilevanza visto il peso che i servizi professionali hanno nel settore dei servizi, che secondo Eurostat sviluppa il 54\% del Pil e il 67\% dell`occupazione nell`Unione Europea.

Chiedere un prestito in banca costa meno a una famiglia di Trento che a una di Campobasso. Tra loro una differenza di quasi 5 punti. Secondo quanto emerge da un`analisi elaborata da Bipielle Ducato sulla base dei dati di Bankitalia a settembre 2003 infatti la regione più conveniente è il Trentino Alto Adige con un tasso d`interesse su finanziamenti a breve termine per le famiglie consumatrici al 6,18\% a fronte del 10,9\% applicato in Molise. In Veneto il tasso è del 7,86\% contro l`8,48\%. In Friuli Venezia Giulia l`anno scorso è stato dell`8,38\% contro l`8,98\%.

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