Inflazione da spiaggia, affitti raddoppiati in tre anni
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fonte:
- Il Gazzettino
In arrivo un’ondata di rincari delle tariffe dei professionisti dopo lo scatto per gli avvocati – Il Trentino ha i prestiti meno cari
L`estate sta arrivando e l`inflazione rischia si scaldarsi. Gli amanti del mare potrebbero infatti pagare molto di più l`affitto di sdraio e ombrelloni. La denuncia arriva dall`Intesa dei consumatori, secondo cui dal 2001 ad oggi il costo di una sdraio negli stabilimenti è passato da 8-10.000 vecchie lire a 8-10 euro. Solo nell`ultimo anno il rincaro è stato in media compreso tra il 6\% e il 12\%.
«Anche in questo settore, come già in altri, – afferma Rosario Trefiletti a nome delle quattro associazioni dell`Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) – si è arrivati negli ultimi anni ad una sorta di equiparazione tra 1 euro e mille lire». E le cifre salgono ancora se si guarda all`abbonamento stagionale. In media nel 2001, tre mesi al mare costavano tra le 400.000 e le 500.000 lire. Quest`anno è cresciuto a 420-440 euro. Va un po` meglio per gli amanti del Lido di Venezia, dove affittare una capanna per una stagione costa in media il 10-12\% in più rispetto al 2001, + 3\% sul listino dell`anno scorso. Ma – fanno notare gli esperti – si partiva da costi già molto alti e in qualche caso, tipo Excelsior, extra lusso (sui settemila euro a stagione).
I dati dell`Intesa dei consumatori sono contestati dal Sib, sindacato italiano balneari: «Quella di contenere i prezzi -afferma il presidente del Sib Riccardo Scarselli- è la politica del nostro sindacato che associa circa 10.000 imprese. Abbiamo studiato una serie di pacchetti, per abbonamenti settimanali, mensili e stagionali, che arrivano ad avere uno sconto, rispetto alla tariffa base, fino al 50\%».
L`inflazione rialza la testa anche per i professionisti. Per moltissimi di loro è in vista un sostanzioso aumento, nell`ordine in genere del 25-30\% con il picco del +47\% chiesto dai ragionieri. Un aumento che terrà conto dell`inflazione accumulata in diversi anni ma si abbatterà in un colpo solo sulle tasche dei loro clienti. Entro la fine dell`anno, secondo il sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti. Ad aprire questa tornata di aumenti, o meglio di adeguamenti dei compensi all`inflazione, sono stati gli avvocati. Dopo un anno e mezzo di istruttoria il ministro della Giustizia Roberto Castelli ha firmato il decreto che riconosce in media un aumento del 25\% e aggiorna così tariffe ferme dal 1994. A ruota dovrebbero seguire i commercialisti: anche loro hanno chiesto nel 2002 un adeguamento del 25\% della loro tariffa in vigore da dieci anni. Architetti e ingegneri che avanzeranno una proposta unica al ministero e sembrano orientati a chiedere un aumento dell`ordine del 10-15\%. Difficile stimare l`impatto di questi aumenti sul tasso di inflazione, ma difficile anche negare la loro rilevanza visto il peso che i servizi professionali hanno nel settore dei servizi, che secondo Eurostat sviluppa il 54\% del Pil e il 67\% dell`occupazione nell`Unione Europea.
Chiedere un prestito in banca costa meno a una famiglia di Trento che a una di Campobasso. Tra loro una differenza di quasi 5 punti. Secondo quanto emerge da un`analisi elaborata da Bipielle Ducato sulla base dei dati di Bankitalia a settembre 2003 infatti la regione più conveniente è il Trentino Alto Adige con un tasso d`interesse su finanziamenti a breve termine per le famiglie consumatrici al 6,18\% a fronte del 10,9\% applicato in Molise. In Veneto il tasso è del 7,86\% contro l`8,48\%. In Friuli Venezia Giulia l`anno scorso è stato dell`8,38\% contro l`8,98\%.
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