24 Agosto 2002

Inflazione, consumatori pronti allo sciopero

Inflazione, consumatori pronti allo sciopero
Le associazioni dei consumatori chiedono un intervento del Governo sul caro-prezzi. E annunciano mobilitazioni: gli aumenti calcolati dall`Istat non corrispondono alla realtà, serve un tavolo con l`Esecutivo

ROMA ? Non si placa la polemica sulla crescita dell?inflazione e sull?Istat. Mentre il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, attacca l?Istituto centrale di statistica (difeso a spada tratta però dal governo), l?Adiconsum chiede all?esecutivo l?apertura di un tavolo per discutere gli aumenti tariffari. Obiettivo: congelare almeno per qualche mese gli aumenti e varare provvedimenti volti a contrastare l`ulteriore sviluppo dell`inflazione. Mentre l`Intesa dei consumatori (che raggruppa le associazioni Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) minacciano scioperi e mobilitazioni se l?Esecutivo non interverrà.

?Secondo l`Istat – afferma il segretario dell`Adiconsum, Paolo Landi – l`aumento dei prezzi incide per la gran parte delle famiglie per un euro al giorno coprendo in pratica i rincari intervenuti per la tazzina di caffé e il cornetto, l`acqua minerale e il pane?. Ma le cose secondo l?Adiconsum non stanno così: “Applicando il dato Istat del 2,3% su tre livelli di reddito tipo della famiglia italiana (12.000; 16.000; 25.000 euro) ? sottolinea Landi ? si avrebbe come risultato una maggiore spesa per i rincari rispettivamente di 240, 368 e 575 euro su base annua“. E ? aggiunge Landi – si tratta “di un dato che ognuno di noi può verificare assolutamente non veritiero e che in media significa per le famiglie una cifra almeno tre volte superiore“.

Se consideriamo che le retribuzioni o le pensioni hanno recuperato circa un 2,7%, mentre i prezzi sono aumentati dal 5 al 10%, conclude Landi, ?significa che gran parte delle famiglie in mancanza di provvedimenti avranno una perdita reale del potere di acquisto che si tradurrà inevitabilmente in minor consumi e minor sviluppo“.

Pronti all?azione, intanto, gli associati dell?Intesa dei consumatori. “Di fronte alla sordità alle nostre responsabili disponibilità – si legge in una nota – sapremo come rispondere“. L`Acu (Associazione consumatori utenti), intanto, propone l`individuazione di due nuovi indici per il paniere: il primo relativo alla fascia di reddito mensile pro capite fino a mille euro, il secondo relativo alla fascia di reddito medio-bassa di 2.500 euro. Ai due indici andrebbe aggiunta una rete di rilevazione civile, composta da 5mila soci di associazioni di consumatori, formati e coordinati da Istat e Antitrust.

Sempre per sollecitare un intervento del Governo, l`Aduc ha inviato ai ministri dell`Economia, Giulio Tremonti e a quello delle Attivita` produttive, Antonio Marzano, una lettera con la quale denunciano “la situazione di stallo“ in cui si trova il mercato dei consumi italiano. L`associazione chiede che “la risposta sia quella della concorrenza e del mercato. L`obiettivo – si legge in una nota – è aumentare la circolazione delle merci, le vendite e i consumi“.

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