30 Aprile 2009

Inflazione/ Consumatori: Discesa finita, preoccupa calo consumi

 Continuano a crescere gli alimentari e i trasporti

Roma, 30 apr. (Apcom) – Si ferma la discesa dell’inflazione, che torna a salire, continuano gli aumenti dei prezzi per i beni alimentari, mentre le condizioni delle famiglie restano sempre critiche. La conferma è l’andamento dei consumi in calo. E’ il commento espresso dalle associazioni a tutela dei consumatori sui dati resi noti oggi dall’Istat sull’inflazione. Per Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef, la crisi non sta per terminare, anzi "la realtà è un’altra. A conoscerla sono i cittadini, soprattutto quelli che hanno perso o rischiano il proprio posto di lavoro. Le famiglie italiane, infatti, continuano a versare in condizioni estremamente critiche. Una conferma di tale situazione è la preoccupante riduzione dei consumi, soprattutto dei prodotti alimentari". Alla luce di tale andamento, quindi, per rilanciare i consumi e l’intera economia, Adusbef e Federconsumatori ritengono che sia "necessario agire con manovre straordinarie sul lato della domanda: detassando le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati; riducendo i prezzi dei prodotti di largo consumo, di almeno il 20%; studiando iniziative e promozioni volte ad incentivare ed agevolare gli acquisti, soprattutto per quanto riguarda i generi di prima necessità".  Per il Codacons la discesa dell’inflazione "è già finita". Il dato Istat è "la conferma che nel mese scorso sbagliavano tutti quelli che avevano cantato vittoria, festeggiando per il calo dell’inflazione". Continua, inoltre, "ad avere aumenti record la voce più importante, quella degli alimentari, che fa segnare nel mese di aprile ben il +2,7%.  Una voce che manda sul lastrico le famiglie a reddito fisso", rileva il Codacons che chiede al governo di liberalizzare il settore del commercio.  Per il Codacons il governo "si deve decidere a combattere l’inflazione nel settore commerciale attraverso misure di liberalizzazioni come le vendite sottocosto libere, orari liberi, aperture domenicali libere, definizione di prezzo anomalo, indicazione del doppio prezzo, ecc". Secondo l’Adoc è "grave" che i costi di servizi ricettivi e ristorazione siano aumentati dell’1,1% nonostante la crisi del turismo. "E’ singolare – afferma Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – che ci sia un aumento dei prezzi di alberghi e ristoranti e nessun miglioramento della qualità degli stessi, evidentemente non si vuole risolvere il problema del turismo, settore in forte crisi". I prezzi alti, rileva Adoc, spingono a un calo delle presenze: "In albergo -14% durante le ultime vacanze, al ristorante il 12% in meno di clienti rispetto al 2008". Per Adoc è "grave" anche che i costi di trasporto siano di nuovo aumentati. "Nonostante il prezzo del petrolio sia un terzo rispetto ad un anno fa i costi di trasporto sono in aumento – conclude Pileri – una grave contraddizione che va a colpire economia e famiglie, e che condiziona pesantemente il livello dei prezzi dei prodotti alimentari trasportati".

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