5 Febbraio 2010

INFLAZIONE: CONSUMATORI, CORSA PREZZI AUMENTO SPESA FAMIGLIE

ISTAT AGGIORNA PANIERE MA NON I PESI

(ANSA) – ROMA, 5 FEB –  "Gravissimo", secondo

Federconsumatori e Adusbef, che "in una situazione di grave

contrazione dei consumi come questa, si verifichi il rialzo del

tasso di inflazione". Questo il commento delle due associazioni

dei consumatori in merito al dato sull’inflazione di gennaio

comunicato dall’Istat.

   "Tutto ciò contribuisce a debilitare ulteriormente il

potere di acquisto delle famiglie, che, secondo l’Istat è sceso

dell’1,6%, ma, per quanto ci riguarda, è sceso dell’1,8-1,9% in

termini generali, e del 3,2% per le famiglie a reddito fisso"

affermano in una nota. Calcolo che si traduce, secondo

Federconsumatori e Adusbef, in 660 euro di spese aggiuntive per

le famiglie, "in caso di mancato, e ancora atteso, blocco delle

tariffe". Inoltre, sempre secondo i consumatori, il tasso di

inflazione annuale all’1,3%, se non verrà abbattuto,

"comporterà un aggravio di spesa per ogni famiglia di 390 euro

annui".

   Sul nuovo paniere dei prezzi comunicato oggi dall’ Istat, il

Codacons non contesta le nuove entrate e le uscite, bensì i

pesi del paniere "che non tengono in alcun conto della crisi in

atto. L’Istat, insomma, non ha voluto aggiustare i dati del

2008, tenendo conto della crisi poi esplosa nel 2009, una crisi

che ha radicalmente mutato le abitudini dei consumi delle

famiglie italiane". "Da pesi sballati – afferma ancora il

Codacons – scaturiranno inevitabilmente valori dell’inflazione

falsati". Così, "permangono pesi lunari, come quello

dell’assicurazione sui mezzi di trasporto per la quale, secondo

l’Istat, le famiglie spenderebbero solo l’1,3085% dei loro

consumi, meno, ad esempio di quello che spendono al bar

(2,32%)".

   Positivo invece il commento dell’Adoc sul paniere:

"finalmente l’Istat si adegua alle modifiche della società".

Riguardo all’andamento dei prezzi a gennaio, "per la prima

volta dall’introduzione dell’euro gli alimentari non subiscono

aumenti – osserva Carlo Pileri, presidente Adoc – un dato

positivo che ci fa ben sperare per un futuro meno critico. Ora

ci auguriamo che il settore possa registrare una consistente

riduzione dei prezzi".

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