17 Maggio 2007

Inflazione, Codacons e Cia: c`è chi specula sugli agricoltori

Roma, 16 mag (Velino) – L`Istat ha confermato oggi i dati sull`inflazione di aprile e i maggiori aumenti risultano essere quelli riguardanti il settore dell`ortofrutta e dei treni. Nel settore alimentare sostiene l`Istat accelerano i prezzi degli ortaggi con un aumento del 3,5 per cento e della frutta con il 4,9 per cento. Il Codacons attribuisce questi aumenti alla speculazione che si registra durante i vari passaggi di filiera dal campo alla tavola. Il governo deve intervenire per salvaguardare i bilanci familiari e tagliare la filiera che determina ricarichi pesantissimi sui prezzi finali dei generi alimentari ha dichiarato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. è indispensabile punire le speculazioni che avvengono nei passaggi dal campo alla tavola ha concluso Rienzi – e che portano frutta e verdura a subire incrementi di prezzo fino al mille per cento a danno sia degli agricoltori che dei consumatori finali. Enzo Mastrobuoni, responsabile area economica della Confederazione italiana agricoltori (Cia), ha dichiarato al VELINO: Ancora una volta si registrano lungo la filiera agroalimentare rincari che non hanno alcun fondamento e tutto ciò si riflette in maniera negativa sui consumatori, sulle famiglie e sui produttori agricoli. Dal campo alla tavola ha osservato Mastrobuoni – ci sono incrementi assurdi e il prezzo aumenta anche di otto-nove volte. Questo conferma ha infine concluso il dirigente della Cia – tutte le inefficienze e i comportamenti speculativi che si registrano nella filiera che, nel caso specifico dell`ortofrutta, è sempre più lunga e complicata. Dai dati Istat emerge un calo sensibile nei prezzi all`origine dell`ortofrutta rispetto al 2006. Il radicchio è sceso del 50 per cento, i cetrioli del 46 per cento e le arance del 24 per cento. Per quanto concerne il calo dei prezzi, in particolare per frutta e ortaggi, registrato all`origine ha aggiunto Mastrobuoni – è da attribuirsi soprattutto alle grandi difficoltà registrate nel settore ortofrutticolo a causa del clima anomalo che ha contraddistinto sia l`autunno che l`inverno scorso. Con le temperature elevate, infatti, la maturazione delle produzioni si è concentrata ed accavallata senza la naturale scalarità che si verifica normalmente. è così rimasta invenduta molta produzione orticola – ha concluso il responsabile dell`area economica della Cia – e anche diversi tipi di frutta non hanno trovato sbocco sul mercato.

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