14 Luglio 2011

Inflazione, aumenti record per frutta e caffè Consumatori: “Stangate anche le vacanze, +15%”

 
Roma, 14 luglio 2011 – Costa sempre piu’ cara la tazzina di caffe’, per non parlare della frutta fresca di stagione: secondo gli ultimi dati Istat sull’inflazione, si sono registrati a giugno aumenti record a due cifre. Ad esempio, per il caffe’ l’incremento e’ su base mensile del 2,1% ma su base annua, e cioe’ rispetto a giugno 2010, schizza all’11,5%.
Stesso rialzo congiunturale per la frutta, ma su base tendenziale l’aumento arriva finanche al 13,9%. Anche lo zucchero diventa sempre piu’…salato (+1,3% su base mensile e 9,4% annuale) mentre il prezzo del riso cresce di meno (+0,9% mensile e 3,9% annuale) cosi’ pure quello della farina e altri cereali (rispettivamente 0,6% e 6,2%). Sorpresa: la verdura, e cioe’ la voce ‘vegetali freschi’, costa di meno. Su base mensile, e’ calata del 5,6% mentre su base annua del 2,5%.
L’Istat segnala che nel settore dei beni, i prezzi degli alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano rispetto a maggio dello 0,1%, il che determina una lieve accelerazione del tasso tendenziale (+3,0% dal +2,9% del mese precedente). In particolare, i prezzi dei prodotti lavorati crescono dello 0,4% sul piano congiunturale e del 2,6% su quello tendenziale (+2,2% a maggio); quelli dei prodotti non lavorati diminuiscono dello 0,3% su base mensile e aumentano del 3,8% rispetto a giugno 2010 (in decelerazione dal 4,2% di maggio).
L’SOS DEI CONSUMATORI – "Si conferma gravissimo il dato relativo all’inflazione al +2,7%, al top dal 2008. Un dato davvero allarmante ed ingiustificato, soprattutto visto nel quadro di insieme della situazione economica del nostro Paese", affermano in una nota congiunta sono Adusbef e Federconsumatori: "Ci troviamo davanti a una continua e inarrestabile riduzione del potere di acquisto delle famiglie, per di piu’ accentuata ed aggravata dalla manovra economica e dalla decisione di aumentare, di nuovo, l’accisa sui carburanti".
A preoccupare, in particolare, "è la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari, che aumentano del 3%, ovvero nella stessa misura in cui diminuiscono i consumi in questo settore chiave, vero e proprio termometro della crisi. Ma la situazione e’ ben piu’ grave: secondo i nostri dati, infatti, l’aumento dei prezzi nel comparto alimentare e’ pari al +5%, con ricadute di spesa di +251 euro annui".
Di fronte a questa situazione, sottolineano Adusbef e Federconsumatori, "il Governo non è stato capace di fare altro che aumentare nuovamente l’accisa sui carburanti, facendo cassa a spese degli automobilisti e determinando pesantissime ricadute in termini inflazionistici per tutti i cittadini, stimabili, tra costi diretti ed indiretti, in +488 euro annui’".
CODACONS: STANGATA SULLE VACANZE –  Il Codacons evidenzia anche l’arrivo di una stangata senza precedenti per andare in vacanza. Qualunque mezzo il consumatore decidera’ di utilizzare per raggiungere la meta prescelta, infatti, si trovera’ a pagare aumenti record, in media il 15% in piu’ rispetto al 2010.
Su base annua, infatti, i trasporti aerei passeggeri sono rincarati del 13,8%, il trasporto marittimo del 52,8%, il trasporto ferroviario dell’8,4%, la benzina dell’11,9% ed gasolio del 14%. Stimando che il 14% circa degli italiani va in vacanza in aereo, il 75% con auto, pullman o camper, il 7% circa in treno e il 3% in nave, ecco che, mediamente, andare in vacanza costa quest’anno il 15% in piu’”.
 

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