Inflazione ancora fredda Prezzi a marzo saliti solo dello 0,8%
L’ inflazione a marzo è stata rivista in lieve calo dall’ Istat. Il mese scorso l’ indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,3% su base mensile e dello 0,8% su base annua dal +0,5% di febbraio, rispetto ad una stima preliminare in crescita dello 0,9%. L’ Istituto di statistica spiega che la ripresa dell’ inflazione si deve principalmente all’ ampia riduzione della flessione degli alimentari non lavorati (-0,4% da -3,2%), alla quale si aggiunge l’ accelerazione della crescita dei prezzi dei tabacchi (+2,2% da +0,3%) e dei servizi relativi ai trasporti (+2,5% da +1,9%). La limatura allo 0,8% si traduce comunque in un aggravio di spesa di 243 euro su base annua per la famiglia tipo e di 313 euro per un nucleo composto da quattro persone, secondo le stime del Codacons. Su base territoriale Bolzano, in termini di maggiore spesa, si conferma il capoluogo più caro, con il picco dell’ inflazione all’ 1,7%, equivalente ad una spesa annuale extra di 951 euro per una famiglia di quattro componenti (724 per la famiglia tipo Istat da 2,4 componenti), contro una media per l’ Italia di 309 euro, secondo i calcoli dell’ Unione Nazionale Consumatori che, sulla base dei dati relativi all’ inflazione dei capoluoghi di regione e delle regioni diramati dall’ Istat, ha stilato il podio delle città più care d’ Italia e la classifica delle regioni più costose. Dietro Bolzano si piazza Genova dove il rialzo dei prezzi dell’ 1,3% determina un aumento del costo della vita, per una famiglia di quattro persone, pari a 582 euro (416 per la famiglia media Istat) e quindi Trento, dove l’ inflazione dell’ 1% comporta un aggravio annuo di spesa di 510 euro (315 per la famiglia tipo). Trentino, Liguria ed Emilia Romagna sono invece le regioni più care con una maggior spesa, rispettivamente di 757 euro, 483 e 435 euro. L’ andamento dell’ inflazione è valutato con toni diversi dalle associazioni dei consumatori e dalle associazioni di categoria «Ottima notizia, anche se i prezzi del carrello della spesa registrano comunque un’ impennata da -0,6% di febbraio a +0,4% di marzo, si tratta comunque di un notevole ridimensionamento rispetto alla stima preliminare» sottolinea Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Consumatori.Coldiretti mette in luce una controtendenza rispetto all’ andamento generale nel carrello della spesa dei prezzi dei vegetali freschi, che fanno registrare una diminuzione al consumo dell’ 8,9% rispetto allo scorso anno. Crollano in particolare prezzi pagati agli agricoltori per pomodori (-55,9%) peperoni (-32,4%) fagiolini (-27,9%) e patate (-21,6%).
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