Inflazione alle stelle nel 2011 il tasso medio si attesta al 2,8%
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fonte:
- Gazzetta del Sud
RomaBalzo dell’ inflazione nel 2011. Il tasso medio annuo, informa l’ Istat, si è attestato al 2,8%, il massimo dal 2008 e in sensibile accelerazione rispetto all’ 1,5% registrato per il 2010. A dicembre invece il costo della vita è rimasto stabile su base annua al 3,3%, per effetto di un incremento congiunturale dello 0,4%. L’ inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è stabile al 2,4%. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’ indice dei prezzi al consumo scende al 2,3% dal 2,4% di novembre. E per i consumatori le cose non miglioreranno a gennaio. Secondo il Codacons, i prezzi al consumo saliranno il mese prossimo a un ritmo annuo del 3,6%. Un dato che, «tradotto in termini di costo della vita e al netto dei futuri aumenti delle tasse introdotti dalla manovra Monti, dall’ Imu all’ Iva, significa una stangata da 1.059 euro per una famiglia media». Preoccupata anche la Uil, secondo cui «l’ aumento dell’ inflazione in Italia su base annua, stimato ieri dall’ Istat, testimonia lo stallo delle condizioni economiche di base, aggrava ancora di più la situazione e non fa prevedere un miglioramento dell’ economia nel nostro Paese». Secondo Confcommercio esiste un rischio trascinamento per l’ anno appena iniziato. L’ eredità lasciata dallo scorso anno, spiega l’ associazione, in termini di dinamiche inflazionistiche condizionate dall’ evoluzione dei prezzi relativi ai prodotti energetici e, più in generale, a tutto il segmento del trasporto, «porta ad ipotizzare come anche nell’ anno appena iniziato l’ inflazione continuerà a registrare tassi d’ incremento abbastanza elevati». A vedere nero è anche l’ Unione europea. L’ Europa, ha detto il presidente dell’ Eurogruppo Jean Claude Juncker, «è sull’ orlo della recessione». I depositi bancari presso la Bce, ha osservato in una dichiarazione al Telegraph, «hanno raggiunto un livello record» e i creditori «rimangono riluttanti a concedere prestiti». Proseguono intanto le schermaglie tra Cgil e Governo sulla riforma del mercato del lavoro. Se il Governo Monti vuole l’ accordo, ha "twittato" il sindacato di Corso Italia, «chiami i sindacati e parli chiaro, individuando obiettivi e strumenti». Per la Cgil, «non è necessaria la concertazione anni ’90 ma un confronto serio e onesto» E con Cisl e Uil «serve arrivarci con una posizione comune». Secca la bocciatura del contratto unico proposto dal senatore Pd, Pietro Ichino: «È pubblicità ingannevole. Non cancella la precarietà di oggi e ne aggiungerà nuova domani». (d.l.)
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