1 Marzo 2008

Inflazione, alle stelle i prezzi degli alimentari

Inflazione, alle stelle i prezzi degli alimentari
Pressione fiscale ai massimi, bene i conti pubblici

Folle corsa dei prezzi degli alimentari: se ne parla già da parecchie settimane, ma ora l`Istat lo certifica nero su bianco. A febbraio, rispetto allo stesso mese del 2007, sono saliti del 5%. Si tratta dell`aumento più alto dal 1996. Su base mensile, e cioè rispetto a gennaio, l`incremento è stato dello 0,5%, uno dei più elevati tra i vari capitoli di spesa. Per alcuni prodotti, come il pane e la pasta, sono stati riscontrati incrementi record (rispettivamente +12,5% e +14,4%). Ma si badi, secondo i dati resi noti ieri dall`Istat, l`inflazione complessiva, cioè quella misurata sull`intero paniere, è invece salita “solo“ dello 0,3% su base mensile e si è fermata al 2,9% su base annua. Come a gennaio. Per l`indice armonizzato Ue l`aumento congiunturale è dello 0,1% e quello tendenziale del 3,1%. E, giusto perché le brutte notizie non vengono mai sole, il record del caro prezzi alimentare, viene bissato anche dalla pressione fiscale: sempre secondo l`Istat, nel 2007 si è attestata al 43,3%, il livello più alto in dieci anni. In pratica, è aumentata dell`1,2% rispetto all`anno precedente (40,6% nel 2004, 40,5% nel 2005, 42,1% nel 2006 e 43,4% nel 2007). Ma il ministro dell`Economia Tommaso Padoa-Schioppa smentisce il fatto che tale aumento sia da ricondurre all`introduzione di nuove tasse. Anzi, testimonia il successo della lotta all`evasione e continuando su questa strada, a suo giudizio, si possono ridurre le tasse grazie all`extragettito. Tra i dati annunciati dall`Istat ve n`è anche uno molto positivo e riguarda i conti pubblici, che sono poi la “madre di tutti i problemi finanziari“ dell`Italia: il rapporto deficit/Pil nel 2007 – questa la buona notizia – si è attestato all`1,9%, il livello più basso dal 2000 mentre l`avanzo primario in rapporto al Pil – altra buona notizia – è stato del 3,1%. A fronte di questi dati, che testimoniano il buon lavoro fatto dal governo Prodi, da Bruxelles, arriva un messaggio di congratulazioni: il Commissario Ue agli Affari Monetari ed Economici considera i dati sul deficit italiano, all`1,9%, “molto buoni, specialmente in considerazione del fatto che la crescita economica nel 2007 è stata più bassa del previsto“. Joaquin Almunia ha inoltre incoraggiato le autorità italiane a “perseguire questa solida strategia al fine di mettere il debito pubblico saldamente su una strada discendente e sbloccare le necessarie risorse di bilancio per aumentare il potenziale di crescita“. Nettamente sotto le attese risulta invece – altra notizia non positiva – la stima del Pil che si colloca, sempre secondo l`Istat, all`1,5%. Secondo le ultime previsioni del Governo, che risalgono a novembre, la crescita si sarebbe dovuta attestare sull`1,9%. Come prevedibile, la notizia sul balzo dei prezzi degli alimentari fa imbufalire le associazioni dei consumatori, che da mesi suonano l`allarme. Intervenire urgentemente per calmierare i costi e i prezzi dei prodotti energetici: lo chiedono Adiconsum e Federconsumatori. Per i rincari degli alimentari, Codacons chiede l`intervento della Magistratura. Secondo Elio Lannutti di Adiconsum e Rosario Trefiletti di Federconsumatori “è necessario che si intervenga urgentemente, soprattutto nel nostro Paese, per calmierare i costi ed i prezzi dei prodotti energetici“. L`impennata del prezzo del grano a livello internazionale ha portato aumenti a due cifre per il pane (+12,5%) e per la pasta (+14,4%), come abbiamo già rilevato. Ma meglio non è andata anche al latte, con un rialzo del 10%. Inferiore ma decisamente sostenuto l`incremento del prezzo della carne (+3,7%), anche se una prima inversione di tendenza si è cominciata a vedere per il pollame. Rispetto a gennaio, i prezzi del settore, su cui più forte è stato il pressing di Mr Prezzi e del Ministero delle Politiche agricole, sono diminuiti dello 0,5%. E a rallentare è stato anche il ritmo di crescita annuale, passato dal +6,7% di gennaio al +5,7% di questo mese. La corsa non si è fermata neanche per i carburanti, con la benzina aumentata del 13% e il gasolio del 17%, nonostante nelle rilevazioni (effettuate il primo e il 15 del mese) non siano rientrati i record degli ultimissimi giorni. La spinta è arrivata anche dai trasporti (+5,5%), con l`incremento in particolare dei trasporti aerei (+8%) e stradali (+5,6%).

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