1 Aprile 2008

Inflazione, è allarme prezzi

Nuovo record certificato dall`Istat: a marzo carovita al 3,3 per cento. Mentre i poli si rincorrono e giocano con gli effetti speciali per nascondere il vuoto dei programmi, tutti gli indicatori economici dicono che siamo vicini al disastro Cresce a un livello record l`inflazione a marzo. Secondo l`Istat, infatti, il carovita si è attestato al 3,3% rispetto a un anno fa, con un incremento dello 0,5% sul mese precedente. Il livello al quale sono giunti i prezzi è il più alto da dodici anni a questa parte, quando raggiunsero il 3,4%. Spingono il carovita sempre più al rialzo, i prezzi dei prodotti alimentari, a tal punto che le associazioni dei consumatori hanno calcolato che in media i rincari costeranno alle famiglie una cifra compresa tra i 1.200 e i 1.700 euro all`anno. E sebbene l`Isae prevede che i prezzi potrebbero subire una frenata nei prossimi mesi, l`indice non scenderà al di sotto del 2,4%. A meno di due settimane dal voto, però, l`argomento non appassiona i due schieramenti, che preferiscono dedicarsi ad altro, senza considerare che fare la spesa per i cittadini italiani sta diventando sempre più costoso e proibitivo. A marzo, segnale l`Istat, sono schizzati verso l`alto molti dei prezzi di prodotti di prima necessità. Allora ecco che la pasta è aumentata del 17% rispetto a un anno fa e del 3% sul mese precedente, mentre il pane del 13,2%, la carne del 4%, gli ortaggi del 4,8%, la frutta del 5,8% e il latte del 10,5%. Anche l`energia fa un balzo in avanti mettendo a segno un più 1,8% congiunturale e un più 9,8% tendenziale. I dati forniti dall`Istat sono “allarmanti“ per il Codacons. Il presidente Carlo Rienzi, non ha dubbi: “Si tratta di una vera e propria emergenza nazionale, con i prezzi che aumentano all`impazzata, senza alcun criterio logico, né controllo“. Continuando su questa linea si rischia ? prosegue sempre Rienzi, una “maxi-stangata su base annua pari a 1.200-1300 euro a famiglia“. L`Adusbef, altra associazione di consumatori, al governo chiede “un atto di coraggio“ attraverso un provvedimento urgente“ e un Consiglio dei ministri straordinario per varare “un pacchetto di sgravi“ e restituire alle famiglie di lavoratori e pensionati a reddito fisso sotto i 20mila euro l`anno, un bonus utilizzando il surplus fiscale di 12 miliardi di euro. E, se i commercianti si difendono affermando che il dato italiano è in linea con quello europeo (3,5%), la politica, invece che prendere provvedimenti si accusa a vicenda. Da Forza Italia, l`ex sottosegretario Maurizio Sacconi mette all`indice il governo ancora in carica. “L`eredità del governo Prodi peggiora a vista d`occhio, perchè si infiamma l`inflazione, raggiungendo il massimo storico dal 1996, mentre scende il tasso di crescita che si avvicina pericolosamente allo zero“. Il leader del Pd, invece spiega che di fronte ad aumenti così elevati è necessario fare una politica di aumento della domanda interna con un conseguente incremento dei salari, degli stipendi e delle pensioni. Anche i prezzi, però, vanno monitorati con controlli specifici per ogni filiera. L`impennata dell`inflazione, “era prevedibile“, tuona il leader della Uil, Luigi Angeletti, ma il vero problema “è la speculazione sui prezzi degli alimenti“. La questione più importante in Italia – ha aggiunto – “non è l`inflazione ma la crescita. Al contrario della Bce è di questo che dobbiamo preoccuparci. Servono politiche economiche improntate alla crescita e questa attenzione manca anche nella campagna elettorale“. Anche in Europa le cose non vanno meglio. La portavoce della Commissione europea, Amelia Torres, afferma che il 3,5% raggiunto a marzo rappresenta “una cifra non buona e superiore alle previsioni. “E` evidente – afferma – che con un petrolio al di sopra dei 100 dollari, questa notizia non rappresenta una sorpresa“. Quanto alle possibilità di revisione delle previsioni della Commissione europea sull`inflazione, “bisognerà attendere il mese di aprile per sapere se saranno riviste o meno“.

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