4 Febbraio 2005

Inflazione all`1,9% a gennaio

Inflazione all`1,9% a gennaio
in calo dal 2% di dicembre

ROMA – Inflazione all`1,9 per cento su base annua a gennaio, in calo dal 2 per cento di dicembre. Lo comunica l`Istat nella stima preliminare, aggiungendo che i prezzi su base mensile sono rimasti invariati.

A rallentare la corsa dei prezzi, spiegano gli esperti dell`Istat, soprattutto i capitoli benzina (-3,3 per cento rispetto al mese precedente), medicinali (-1,4 per cento congiunturale) e alimentari.

I dati per settore. In dettaglio, la voce abitazione ha fatto registrare un aumento dell`0,8 per cento rispetto a dicembre 2004 e del 3,4 per cento rispetto a gennaio 2004. Gli aumenti più consistenti si sono registrati per il prezzo della luce (+1,3 per cento congiunturale) e del gas (+2,5 per cento congiunturale). Seppur in discesa rispetto a dicembre scorso (-0,8 per cento), l`incremento più sostenuto si è avuto per il gasolio da riscaldamento, cresciuto su base annua del 13,4 per cento.

Rallenta invece l`andamento del capitolo trasporti. In discesa dello 0,9 per cento rispetto al mese precedente e in aumento del 4,3 per cento rispetto al gennaio 2004: merito del calo della benzina verde mentre il gasolio continua ad aumentare (+0,3 per cento congiunturale). Anche gli alimentari hanno fatto raffreddare i prezzi: rispetto al mese precedente l`aumento è stato dello 0,1 per cento, ma c`è da segnalare che rispetto al gennaio 2004 il calo è stato dello 0,7 per cento.

La stima Eurostat per l`Ue-12. I prezzi sono in calo anche nella zona dell`euro. Infatti secondo la stima flash pubblicata oggi da Eurostat in gennaio l`inflazione si è attestata su base annua al 2,1 per cento rispetto al 2,4 per cento registrato nel dicembre 2004. Un dato corrispondente a quello italiano: infatti l`indice armonizzato dei prezzi (che fa fede rispetto all`indice europeo, e viene comunicato dall`Istat a Eurostat), e che viene calcolato considerando anche sconti, saldi e vendite promozionali, ha registrato a gennaio un aumento del 2,1 per cento su base annua.

Le città campione. La stima preliminare dell`Istat da oggi viene pubblicata contestualmente ai dati sulle città campione (si tratta delle rilevazioni degli uffici comunali di alcuni capoluoghi di provincia), e non più qualche giorno dopo, come era avvenuto sinora. Perde pertanto valore la media delle città campione, che dava una prima stima dell`aumento dei prezzi, in attesa che poi arrivasse quella dell`Istat.
Tra le principali città capoluogo, comunque, sono Torino (+2,5 per cento), Napoli e Bari (+2,4 per cento) ad aver registrato le variazioni più alte su base annua. Mentre Bologna e Genova (+1,2 per cento) e Firenze (+1,3 per cento) hanno avuto gli aumenti dei prezzi più contenuti.

Le contestazioni dei consumatori. Ancora una volta, l`associazione consumeristica Adiconsum contesta i dati Istat, definendoli “illusori“. “Se l`inflazione fosse stata effettivamente all`1,9 non si sarebbe assistito al drastico calo dei consumi, ma anzi le verità è che tre famiglie (reddito fisso e pensionati) sono diventate più povere e una (commercianti e professionisti) speculando sul cambio lira-euro, più ricca“, si legge nel comunicato dell`Adiconsum. “Più che di aumenti contenuti dei prezzi bisogna parlare di livelli più bassi nella qualità dei consumi delle famiglie“, conclude l`Adiconsum. Ancora più critica l`Intesaconsumatori: “La verità è che le famiglie stanno fronteggiando una grave congiuntura economica e la crisi più dura dal dopoguerra, e prima o poi si stuferanno delle prese in giro dell`Istat che con i suoi dati fa perdere credibilità all`istituto. Ci vuol dire infatti l`Istat come può spiegarsi una riduzione dell`inflazione all`1,9 per cento quando nel mese di gennaio si è registrata un`impennata dei prezzi dell`ortofrutta e dei carburanti e un aumento delle tariffe bancarie del 10 per cento?“

La Coldiretti denuncia la deflazione. Mentre secondo la Coldiretti nel settore agricolo è scorretto anche parlare di calo dell`inflazione, quello a cui piuttosto si assiste è un fenomeno di deflazione. “Nel mese di gennaio i prezzi all`origine pagati agli imprenditori agricoli per la frutta sono calati del 17 per cento mentre quelli di verdure e ortaggi di quasi il 27 per cento, rispetto allo scorso anno“, scrive in un comunciato l`associazione.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this