30 Giugno 2004

Inflazione al 2,5%, in media europea

Inflazione al 2,5%, in media europea

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI SONO COMUNQUE PREOCCUPATE





L?inflazione torna ai livelli di dicembre 2003. Il dato annuo tendenziale relativo al mese di giugno delle 12 città campione, reso noto dall?Istat, è pari al 2,5% contro il 2,3% dello scorso maggio. Invece l?aumento dei prezzi su base mensile (ossia congiunturale) è dello 0,2-0,3%. L?incremento del carovita per il mese corrente è stato superiore a quello previsto dagli analisti che indicavano un?inflazione in salita del 2,4%. In particolare hanno contribuito all?aumento dei prezzi gli aumenti dell?energia a cui si sono aggiunti quelli di trasporti e hotel in coincidenza con la stagione dei viaggi. Tra i rialzi più consistenti si segnala quello di Bari, +0,4% mentre l?incremento più modesto è stato di Roma, +0,1%. Nella classifica delle città a più alto livello di caro-vita ci sono Torino, che a livello annuo registra un incremento dei prezzi del 3%, e Napoli, +2,8%; la città meno cara è invece Bologna con un aumento dell?inflazione del solo 1,6%. Invece, per l?Isae il 2,5% era atteso. La dinamica della variazione dei prezzi, si legge nella nota dell?istituto diretto da Fiorella Kostoris, sconta sia un confronto statistico sfavorevole con lo scorso anno, sia una accelerazione delle spinte inflative: la variazione congiunturale è stata, infatti, pari a quasi lo 0,3%, la più alta dell?anno insieme a quella di marzo, mentre nel giugno 2003 era risultata limitata allo 0,1 per cento. I commenti al dato sul carovita sono, come ad ogni rilevazione, fortemente contrastanti. «Con l?inflazione al 2,5% significa che ci siamo allineati alla media europea», ha affermato il ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano. Per il ministro la dinamica del carovita non desta preoccupazione poichè, ha sottolineato, «è anche l?effetto di una ripresa piuttosto intensa che si è verificata», alla luce anche della crescita registrata da febbraio in poi dagli ordinativi e dal fatturato delle imprese. Invece Confcommercio ha espresso forti preoccupazioni per le tensioni sul prezzo del petrolio. Secondo l?ufficio studi dell?organizzazione presieduta da Sergio Billè la tendenza al rialzo dei prodotti petroliferi non sembra destinata ad attenuarsi nell?immediato: ciò rischia di trasferirsi nei prossimi mesi sui costi di produzione e di trasporto di molti beni. Dal canto suo, per ovviare al caro-petrolio, Confesercenti ha chiesto il ripristino urgente del bonus sui carburanti. Secondo la Federconsumatori l?inflazione al 2,5%, è «un tasso ancora sottostimato». Per il Codacons «il dato delle città campione – si legge in una nota – potrebbe rappresentare un primo passo verso un dato più reale che rappresenti in maniera corretta la situazione dei prezzi in Italia». Anche i sindacati sono allarmati per il rialzo dell?inflazione. Per il segretario confederale Cisl, Cesare Regenzi, l?aumento dell?inflazione a giugno è un «segnale negativo» perchè «incide sul potere d?acquisto dei salari».

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