16 Settembre 2021

Inflazione al 2% in Italia, il livello più alto da gennaio 2013

Nel mese di agosto, l’indice dei prezzi al consumo nazionale italiano è salito dello 0,4% su base mensile e del 2% su base annua. È il livello più alto dal +2,2% del gennaio 2013. L’Istat sottolinea che l’inflazione continua a salire, ma lo fa in maniera inferiore rispetto alle attese: le stime preliminari prevedevano un +0,5% mensile e +2,1% anno su anno.

A contribuire all’aumento dei prezzi, che l’istituto statistico definisce “lieve”, è principalmente il rincaro dei beni energetici, al +19,8% ad agosto e in salita ulteriore rispetto al +18,6% di luglio. Una dinamica che riguarda sia la componente regolamentata che quella non regolamentata. Ma si registra un’accelerazione anche per il costo dei beni alimentari, in particolare di quelli non lavorati che crescono di quasi un punto percentuale (+0,8%) invertendo la tendenza rispetto al -0,2% di luglio: di conseguenza, è cresciuto dello 0,6% anche il cosiddetto carrello della spesa, che comprende alimentari e prodotti per la casa e per la persona. È la prima volta da febbraio.

Anche fattori stagionali hanno contribuito all’aumento di agosto, influenzando i costi relativi ai trasporti (+2,8% in un mese ricco di movimenti a causa delle vacanze estive) e dei servizi ricreativi e culturali (+0,7%). L’inflazione core o di fondo, cioè al netto dei più volatili beni energetici e alimentari freschi, è rimasta stabile a +0,6%.

“L’Istat conferma l’allarme rincari lanciato nelle settimane scorse dal Codacons”, ha commentato il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi. “L’aumento del 2% si traduce in una maggior spesa annua pari a 614 euro per la famiglia tipo. Il caro-benzina trascina con sé i prezzi al dettaglio, determinando tensioni nel settore alimentare. Una vera batosta invece per i trasporti”. La richiesta, anche in vista del futuro aumento delle bollette energetiche (“una spada di Damocle con conseguenze depressive sui consumi”), è quella di un’azione governativa: “evitare l’ennesima stangata sulle tasche degli italiani”.

L’indice dei prezzi al consumo armonizzato in base ai criteri europei registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 2,5% anno su anno , anche in questo caso inferiore alle stime preliminari che erano rispettivamente +0,3% e +2,6%. Nella giornata di oggi hanno rilasciato i dati sull’inflazione anche Francia e Gran Bretagna.

Il Paese transalpino ha confermato le stime preliminari dell’istituto Insee riportando in agosto un balzo mensile dello 0,6%, cinque punti percentuali in più del numero di luglio, per un dato dell’1,9% su base annua. Ma il dato più rilevante è quello della Gran Bretagna, dove si è verificato l’aumento annuale più alto da marzo 2012: un +3,2% (+0,7% su base mensile) che supera di tre punti percentuali le stime degli analisti.

Si tratta di un incremento non inaspettato secondo alcuni esperti e dovuto in gran parte, come afferma Pantheon Macroeconomics, all’anniversario del piano “Eat out to help out” che nel 2020 aveva ridotto di molto il costo dei servizi di ristorazione nel Paese, schizzati ad agosto 2021 del 7,9%. Secondo Derrick Dunne, ad di You Asset Management, “è improbabile che questo aumento scateni una reazione di politica monetaria nella riunione della Bank of England della prossima settimana”.

Anche i consumatori tedeschi dovrebbero aspettarsi che l’inflazione arrivi al 3% quest’anno, secondo l’istituto di ricerca Ifo. Ma il dato dovrebbe rallentare nel 2022: “Gli effetti straordinari scompariranno a inizio anno, quando la riduzione dell’Iva finirà e i prezzi dell’energia raggiungeranno i livelli pre-crisi”. Si dovrebbe arrivare, dunque, a un valore tra il 2% e il 2,5%. (riproduzione riservata)

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