Inflazione ai minimi dal 2016 «Ma non è una buona notizia»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
codacons e confesercenti: è stallo dei consumi un anno di prezzi
ROMA. Secondo le stime preliminari dell’ Istat, a settembre 2019 l’ indice nazionale dei prezzi al consumo fa segnare una diminuzione dello 0,5% su base mensile e un aumento dello 0,4% su base annua (stabile rispetto al mese precedente). La stabilità dell’ inflazione è dovuta a dinamiche opposte: da un lato rallentano la loro crescita i prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +1,5% a +1,1%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +0,4%, effetto di fattori stagionali) e accentuano la loro flessione i Beni energetici non regolamentati (da -1,0% a -2,6%); dall’ altro accelerano i prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +0,2% di agosto a +0,7%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,0% a +1,3%) e si attenua la flessione dei prezzi dei Beni durevoli (da -1,2% a -0,7%). L’«inflazione di fondo», al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +0,5% a +0,6% e quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +0,6%. dettaglio rimangono stabili e non crescono, come dimostrano i dati diffusi oggi dall’ Istat. Non a caso a crescere a ritmo moderato (+0,8%) è solo il “carrello della spesa”, ossia quei beni indispensabili e di uso quotidiano per i quali le famiglie non possono ridurre i consumi. Per tale motivo nessuna analisi seria potrebbe leg Variazioni % congiunturali (rispetto al mese precedente) +0,2 0,0 +0,1 0,0 -0,5 0,0 -0,2 -0,1 +0,1+0,1 +0,3 set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set* 2018 2019 +1,6 +1,6 +1,4 set ott nov dic gen feb mar apr mag 2018 2019 CODACONS E CONFESERCENTI: STALLO CONSUMI -L’ infla gere nella frenata dell’ inflazione una buona notizia o un bene per l’ economia del Paese». Dello stesso avviso Confesercenti, secondo cui «l’ inflazione ferma dimostra la debolezza dei consumi. Un dato, quello sull’ indice dei prezzi, a livelli molto bassi da tre mesi – lo 0,4% tendenziale – che continua a rimandarci un’ immagine dell’ economia italiana nella quale, più che in altre realtà in Europa, persiste e si accentua un problema di scarsa domanda complessiva». zione ai minimi dal 2016, se da un lato è un vantaggio per consumatori, dall’ altro è una pessima notizia per l’ economia nazionale, perchè riflette le difficoltà attraversate dal nostro paese nei vari comparti economici. Lo afferma il Codacons, commentando i dati diffusi dall’ Istat. «Alla base della bassa inflazione che da mesi si registra in Italia vi è senza dubbio lo stallo dei consumi da parte delle famiglie – afferma il presidente Carlo Rienzi -. Se i consumatori non comprano, i listini al dettaglio rimangono stabili e non cresco-no, come dimostrano i dati diffusi oggidall’Istat. Non a caso a crescere a ritmomoderato (+0,8%) è solo il “carrello dellaspesa“, ossia quei beni indispensabili e diuso quotidiano per i quali le famiglie nonpossono ridurre i consumi. Per tale mo-tivo nessuna analisi seria potrebbe leg-gere nella frenata dell’inflazione una buo-na notizia o un bene per l’economia delPaese».Dello stesso avviso Confesercenti, se-condo cui «l’inflazione ferma dimostra ladebolezza dei consumi. Un dato, quellosull’indice dei prezzi, a livelli molto bassida tre mesi – lo 0,4% tendenziale – checontinua a rimandarci un’immaginedell’economia italiana nella quale, piùche in altre realtà in Europa, persiste e siaccentua un problema di scarsa domandacomplessiva».
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