Inflazione ai minimi dal 2009
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Andrea Biondi MILANO Per trovare un livello così basso occorre tornare indietro al 2009 (+0,8%). In mezzo la ripresina del 2010, ma poi il ritorno impetuoso di una crisi neverending. E così la debolezza interna della domanda, fiaccata da un biennio di recessione, ha portato in dote secondo l’ Istat un 2013 con tasso d’ inflazione ai minimi da 4 anni. Si parla di un +1,2% contro il 3% del 2012. Guardando al solo mese di dicembre, secondo le stime preliminari dell’ Istat l’ indice dei prezzi al consumo (Nic) è salito dello 0,7% annuo, come a novembre (+2,3% a dicembre 2012). Su base mensile la crescita si è fermata allo 0,2% (dopo tre mesi di leggero segno meno). Scendendo nel dettaglio, nella media del 2013 i rallentamenti della crescita dei prezzi sono stati generalizzati. Per quanto riguarda i beni, si parla di un +0,9% a fronte del +3,8% nel 2012, mentre sui servizi l’ incremento dell’ 1,5% si confronta con il +2,2% del precedente anno. La dinamica si ripete anche sul fronte dei prodotti acquistati con maggiore frequenza in cui il +1,6% del 2013 è più alto dell’ incremento dell’ indice Nic, ma ben più basso del +4,3% del 2012. La frenata dell’ inflazione non è stata comunque accolta con manifestazioni di giubilo. «La netta decelerazione dell’ inflazione nel 2013 rispetto al +3% registrato nel 2012 dipende da un crollo dei consumi senza precedenti, che ha riguardato anche beni di prima necessità come gli alimentari», ha commentato Codacons, stimando tuttavia da questo pur contenuto aumento una “tassa invisibile” annua fino a «462 euro per una famiglia di quattro componenti». Anche la Coldiretti, sulla base di un’ analisi Coldiretti/Ixè, parla di flessione per la «spending review» alla quale gli italiani si stano autosottoponendo. Da Federconsumatori e Adusbef è arrivato l’ invito ad «avviare un piano di rilancio per la crescita e l’ occupazione». E se per Confesercenti solo l’ 11% degli italiani si attende un miglioramento della condizione economica del 2014, Confcommercio si spinge a prevedere anche per quest’ anno «un tasso d’ inflazione piuttosto contenuto nonostante alcuni importanti incrementi dei prezzi di beni e servizi già dall’ inizio del mese in corso». Tornando ai dati, nella media 2013 i prezzi sono saliti soprattutto per gli alimentari (+2,4% a fronte del +2,5% del 2012) grazie alla volata degli alimentari non lavorati (+3% a fronte del 2,2% del 2012). In particolare è salito il prezzo dei vegetali freschi con un balzo a dicembre su novembre del 13,8% e un aumento in media 2013 del 4,1 per cento. I prezzi dei beni energetici hanno contribuito a raffreddare il livello dei prezzi, con una diminuzione, sempre in media 2013, dello 0,2% a fronte dell’ aumento del 13,9% nel 2012. In tale contesto nel mese di dicembre l’ aumento congiunturale dei beni energetici non regolamentati (carburanti) dell’ 1,6% fa da contraltare al -0,4% dei regolamentati (come il gas). Per quanto concerne infine i servizi, si registra un aumento del 2,2% per i quelli all’ abitazione, un aumento del 2,9% per quelli dei trasporti e un calo del 4,6% per i prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni. Pacchetti vacanza (+17,2%) e raccolta rifiuti (+10,3%) hanno invece corso a dicembre. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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