INFLAZIONE: AI MINIMI DA 40 ANNI, IN EUROPA SCENDE A 0%/ANSA
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fonte:
- Ansa
A MAGGIO IN ITALIA ALLO 0,9%; CONSUMATORI, CALO ILLUSORIO
(ANSA) – ROMA, 29 MAG – L’inflazione scende ai minimi da 40
anni. A maggio il tasso di crescita dei prezzi registrato
dall’Istat si è fermato a +0,9% contro il +1,2% di aprile. Un
dato che non si vedeva dall’autunno del ’68. Per ritrovare un
incremento piu’ basso bisogna infatti risalire proprio al
novembre di 41 anni fa, quando l’inflazione si assestò al
+0,7%.
La discesa dei prezzi è ancora più impressionante in
Europa. Nella zona euro l’inflazione è infatti arrivata a
maggio allo 0%, il minimo assoluto mai toccato dalla creazione
delle statistiche comuni dell’area, nel 1996. Secondo gli
analisti, la caduta potrebbe non arrestarsi qui, spingendo
l’inflazione dei prossimi mesi in territorio negativo visto il
confronto statistico con la bollente estate del 2008,
caratterizzata dall’impennata dei prezzi energetici e delle
materie prime alimentari. La Commissione europea rassicura però
sul rischio deflazione, giudicando l’attuale calo "una
situazione temporanea".
In Italia a raffreddare i prezzi sono stati proprio energia e
alimentari. Al netto di queste due componenti, l’inflazione di
fondo sale infatti parecchio, fino all’1,9%. In particolare, gli
alimentari sono passati dalla crescita tendenziale del 2,8%
registrata ad aprile al +2,4% di maggio (+1,1% per il pane e
+4,8% per la pasta, da rispettivamente +1,4% e +7,7%). L’energia
ha accentuato ulteriormente la tendenza al ribasso, registrando
un calo tendenziale dell’11,1% dal -8,3% di aprile. Nonostante
il calo generale del comparto, tornano però ad affacciarsi le
spinte al rialzo dei carburanti: il prezzo della benzina, ormai
a ridosso di 1,3 euro al litro, è aumentato in un mese dell’
1,8% e quello del gasolio dell’1,7%.
Netto anche l’aumento dei pedaggi autostradali (+4,2% dopo i
rialzi scattati il primo maggio sulla rete di Autostrade per
l’Italia) e degli apparecchi di telefonia mobile (+5,6% in un
mese).
Il rallentamento di maggio non basta però ai consumatori che
lo giudicano "illusorio" e privo di benefici reali per le
famiglie. "Se prendiamo i dati sulla riduzione dei prezzi alla
produzione sul mercato interno (-5,3%) e lo accompagniamo a
quello che oramai è sotto gli occhi di tutti, e cioé la
discesa dei prezzi internazionali delle materie prime (grano e
petrolio) – sottolineano Adusbef e Federconsumatori – ci
accorgiamo di come, per assurdo, tali diminuzioni non abbiano
alcun riscontro sui prezzi al dettaglio, che continuano
imperterriti a mantenersi elevati o addirittura ad aumentare".
Per il Codacons, la discesa "é solo una illusione dovuta alla
decelerazione del comparto energia. I prezzi degli alimentari
infatti sono cresciuti del 2,4%, che tradotto in soldoni
equivale a una maggiore spesa di 420 euro annui a famiglia".
Drastica la replica della Confcommercio: "le lamentele sono
prive di senso". In nove mesi, infatti, "il tasso di crescita
tendenziale si è ridotto di oltre 3 punti percentuali". Dati
che però sono letti negativamente dalla Confesercenti: "il
calo sarebbe un buon segnale se l’economia crescesse. Oggi
invece è l’ennesimo, preoccupante sintomo di una situazione di
grande difficoltà". (ANSA).
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