6 Febbraio 2008

Inflazione ai massimi dal 2001

Inflazione ai massimi dal 2001
A gennaio l`indice dei prezzi ha sfiorato il 3% e i consumatori minacciano una class action

A spingere sono energia, alimentari, bevande e trasporti Accelera ancora la corsa dei prezzi: a gennaio l`inflazione è balzata del 2,9%, la variazione più elevata da luglio del 2001. Manca poco alla quota 3%, toccata già e superata in molte città d`Italia tra cui Roma (3%), Napoli (3,2%) e Cagliari (dove l`inflazione è schizzata al 3,8%). Rispetto a dicembre l`indice dei prezzi è aumentato invece dello 0,4%. A trainare i prezzi i rincari di sempre: energia, trasporti, alimentari, abitazioni. Nella stima preliminare diffusa ieri dall`Istat, sono poi da sottolineare gli aumenti significativi registrati su base mensile dai capitoli abitazioni, acqua, elettricità combustibili, ma soprattutto gli aumenti delle tariffe elettriche. In ascesa anche i prezzi di bevande alcoliche e tabacchi. E i consumatori sono già sul piede di guerra e minacciano una class action, ossia un`azione legale collettiva. Su base annua, c`è stata un`impennata di alimentari e bevande analcoliche (+4,5%), nonché dei trasporti, che hanno registrato un aumento del 5,4%. Da segnalare poi che in un solo anno la benzina è salita del 12,5% e il gasolio del 15,8%. Ancor più nel dettaglio, l`istituto di statistica guidato da Luigi Biggeri, ha rilevato un`ulteriore crescita del settore del pane e dei cereali: il pane è aumentato del 12,5% e la pasta del 10%. In aumento anche il settore latte, formaggi e uova (+6,5%), e nello specifico il prezzo del latte è cresciuto dell`8,5%. Tassi elevati per la frutta (5%) e in accelerazione per il pesce che a gennaio ha fatto segnare un aumento del 3,9% (contro 3,1% a dicembre). In sostanziale stabilità la carne (+3,5%), ma è aumentato il settore pollame (+6,7%). Ed è stato registrato un nuovo significativo aumento congiunturale nel settore dell`energia (+1,7%), che ha spinto la variazione tendenziale a +8,3%. L`unica variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo comunicazioni (-8,5%). Inoltre, hanno spiegato dall`istituto di statistica, le tariffe elettriche sono aumentate del 3,4% rispetto a dicembre e del 5,3% rispetto a gennaio 2007. La componente non regolamentata invece è aumentata del 12,7% su base tendenziale e dello 0,4% su base congiunturale. Una stangata sulle finanze dei cittadini che, secondo i consumatori, si tradurrà in aumenti salati: si va dagli 850 euro in più l`anno solo per mandare avanti le esigenze primarie (stima di Altroconsumo), ai 1.000 euro previsti dal Codacons, ai 1.700 euro calcolati da Adusbef e Federconsumatori. Che, infatti, questa volta hanno minacciato una class action: “L`Istat“, hanno sostenuto queste due associazioni dei consumatori, “ha aumentato il peso di prodotti alimentari e bevande dal 16,3 al 16,8% in un paniere pieno di buchi che recentemente è stato criticato perfino dall`ultima ricerca di Bankitalia sui redditi. E anche i commercianti concordano con una contrazione dei consumi per i generi alimentari da parte delle famiglie. Non è dunque chiaro con quale credibilità l`Istat assegni all`assicurazione sui mezzi di trasporto, che costa a ogni italiano assicurato almeno 1.000 euro l`anno, un peso irrealistico (12.109), meno dei servizi per l`igiene personale (13.849) e poco più di fiori e piante (6.564)“. Adusbef e Federconsumatori hanno denunciato che “diciotto milioni di famiglie di lavoratori dipendenti hanno subito, con la complicità dell`Istat, una rapina, soprattutto con il pretesto dell`euro e l`effetto trascinamento, dal 2002 al 2007, di 137,4 miliardi in tutti i settori della vita produttiva, dai servizi bancari a quelli assicurativi, dalla benzina al gas, dai trasporti pubblici alle tariffe ferroviarie, ai rifiuti solidi urbani, per non parlare dei muti“. In dettaglio i rincari reali sono stati pari a 1.870 euro per il 2002; 1.420 euro per il 2003; 1.330 euro per il 2004; 970 euro per il 2005 e 1.050 euro per il 2006. Per l`anno appena trascorso gli aumenti registrati sono stati di 995 euro, per un totale di 7.635 euro. Per il 2008 le due associazioni prevedono poi rincari per 1.700 euro a famiglia, portando il totale complessivo dei rincari a 9.335 euro. Adusbef e Federconsumatori, quindi, hanno fatto sapere che “non escludono una class action contro i vertici dell`Istat, che anche con il nuovo paniere continuano a rappresentare un carovita virtuale rispetto ad aumenti reali e ai continui salassi subiti da milioni di cittadini“. Secondo Confesercenti, invece, gli aumenti a due cifre di benzina, gasolio e quelli delle tariffe stanno diventando “devastanti per i costi che scaricano sulla filiera commerciale condizionandola pesantemente. E anche se l`inflazione italiana rimane sotto quella europea va detto che petrolio e tariffe sono diventati un vero e proprio virus da arginare“. “è ora che sul banco degli accusati“, ha ammonito la Confesercenti, “salgano una volta per tutte i petrolieri e la speculazione internazionale sull`energia. Ma sul caro petrolio basta stare a guardare: si cominci ad agire e il governo tagli le accise come si chiede da tempo. Ma è anche ora che le istituzioni locali e le aziende di trasporto usino l`arma della moderazione sulle tariffe“. Sulla stessa lunghezza d`onda il commento del centro studi di Confcommercio, secondo il quale le tendenze “rialziste“ dei prezzi al consumo sono collegate soprattutto alle spese obbligate e alle tariffe, sostenute dalle tensioni sui corsi internazionali delle materie prime energetiche. Tuttavia, per Confcommercio “la rilevanza del problema che si innesta in uno scenario di ridotta crescita rende del tutto inopportuna la diffusione di paure e allarmismi che generano sfiducia comprimendo i piani di spesa delle famiglie“. Intanto oggi al Mipaaf è convocata l`intera filiera carni assieme al garante per la sorveglianza sui prezzi per analizzare l`andamento di quel mercato“, ha annunciato il ministro per le politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, sottolineando che l`attività di controllo e antispeculazione messa in campo dal governo continua. L`unica consolazione vera viene al momento dagli altri paesi industrializzati che in molti casi non se la passano meglio: secondo i dati Ocse un`inflazione al 2,9% in Italia è ancora ben poca cosa se si pensa al 3,3% toccato dall`indice medio nell`area già a dicembre.

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