30 Marzo 2013

Inflazione a marzo ferma all’ 1,7%

Inflazione a marzo ferma all’ 1,7%

ROMA – L’ inflazione frena ancora, a marzo la crescita dei prezzi si ferma all’ 1,7% dall’ 1,9% di febbraio. E’ la sesta decelerazione conse che riporta indietro al novembre del 2010. Inoltre sempre meno caro, salito solo del 2%, risulta anche il cosiddetto carrello della spesa, ovvero la lista degli acquisti più frequenti, dagli alimentari ai carburanti. Il costo della spesa è infatti più che dimezzato a confronto con lo scorso autunno e ormai si è pure ridotto al minimo lo ‘spread’ con il tasso d’ inflazione generale. A marzo l’ effetto contenimento arriva da benzina e diesel: le quotazioni della verde segnano la variazione annua più bassa dall’ ottobre del 2009, mentre il diesel è addirittura in discesa. Ma, nonostante il raffredda mento dei prezzi, i consumi sembrano non ripartire. Anzi, lo stesso Istituto di statistica in settimana ha fatto sapere come le vendite al dettaglio, cartina tornasole della spesa delle famiglie, a gennaio siano scese del 3% rispetto allo scorso anno, con una contrazione netta per i prodotti della tavola. La Confcommercio, parlando direttamente dei consumi, ha perfino registrato il livello più basso da dieci anni. Ecco che le associazioni dei consumatori, dei commercianti e degli agricoltori leggono la frenata del costo della vita ancora in una prospettiva di crisi. Insomma le stime provvisorie dell’ Istat indicano un’ inflazione tornata ai livelli di quasi due anni e mezzo fa. In pochi mesi sono stati così bruciati gli effetti di una lunga accelerazione che aveva portato, fino al settembre scorso, il tasso stabile tra il 3,2% e il 3,3%. A spiegare il ripiegamento dei prezzi da una parte è il congelamento dei listini energetici, dall’ altra l’ assorbimento del rialzo dell’ Iva. Ma non è tutto, probabilmente la calma sul fronte prezzi deriva anche dal tentativo di riattivare i consumi, portando gli italiani ad allentare i cordoni della borsa. Finora però gli sforzi nel tenereabadal’ inflazioneapparirebbero vani e il rischio di una corsa al ribasso potrebbe portare a risvegliare lo spettro della deflazione, di cui si era già tanto parlato nel 2009, quando alla recessio ne si aggiunse un ‘azzeramento’ dei prezzi. I nuovi dati non soddisfano però Federconsumatori e Adusbef, che definiscono le cifre dell’ Istat «anco ra fortemente sottostimate» e notano come comunque a un’ inflazione dell’ 1,7% si associ un «aggravio pari a ben 710 euro annui» a famiglia. Invece il Codacons commenta positivamente il rallentamento: «passare dal 3,2% del settembre 2012 all’ 1,7% significa, per una famiglia di tre persone, un risparmio di 525 euro intermini di minor costo della vita». Tuttavia le preoccupazioni restano anche per il Codacons, che sottolinea che un ulteriore aumento dell’ Iva «vanificherebbe» tutto. Sull’ altro versante, Confcommercio evidenzia come «la velocità di rientro dell’ inflazione sia molto superiore alle attese», con il tasso «quasi dimezzato nel giro di un semestre».

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