Inflazione a 1,1% giù con l’ energia e gli alimentari
ROMA Inflazione dimezzata ad agosto nell’ Eurozona. L’ indice Eurostat mostra i prezzi in crescita dell’ 1,3% nell’ area della moneta comune a fronte del 2,6% dello stesso mese del 2012 e dell’ 1,6% di luglio. In Italia il tasso di crescita dei prezzi è leggermente sotto la media, all’ 1,1% secondo i dati provvisori diffusi dall’ Istat, in lieve frenata rispetto alla rilevazione di luglio che era all’ 1,2% e ben al di sotto del 3,2% di agosto 2012. GIÙ ALIMENTARI ED ENERGIA. Il rallentamento tendenziale dei prezzi in Italia è imputabile, secondo i tecnici dell’ istituto nazionale di statistica, principalmente all’ andamento dei beni alimentari e dei beni energetici, solo in parte controbilanciato dalle accelerazioni dei servizi. Rispetto a luglio 2013, i prezzi segnano comunque un aumento dello 0,3% spinto dai rincari dei trasporti (+4,1%), dovuti ad aumenti stagionali, e dei beni energetici non regolamentati (+1%). Risultano invece in calo i prezzi degli alimentari non lavorati (-1,3%), soprattutto dei vegetali freschi (-6,5%) e della frutta fresca (-2,1%). IL CARRELLO RALLENTA. Corrono di meno, secondo l’ analisi dell’ Istat, anche i prezzi degli acquisti più frequenti, il cosiddetto «carrello della spesa», che sono stabili rispetto a luglio e aumentano dell’ 1,7% rispetto al 2012 (in rallentamento di tre decimi di punto rispetto al mese precedente). COMMENTI, Il Codacons osserva che basta questo rincaro dell’ 1,7% a bruciare 237 euro a famiglia, una stangata «superiore all’ Imu sulla prima casa» (che sarebbe di 225 euro) «e ancora peggiore» perchè priva di qualsiasi progressività tra ricchi e poveri. La frenata dei prezzi è contestata da Federconsumatori e Adusbef che parlano di «dati lontanissimi dalla realtà», con il tasso di inflazione che «sarebbe addirittura tornato al minimo da dicembre 2009». Secondo le loro stime, i rialzi costeranno 1.492 euro a famiglia a fine 2013 e non i 603 euro corrispondenti alla rilevazione Istat. L’ Ufficio Studi Confcommercio osserva, invece, che «il moderato rallentamento di agosto» mostra come il processo di rientro dell’ inflazione, che aveva caratterizzato la prima parte dell’ anno, «sia giunto a una fase di stabilizzazione» e mette in guardia dalla possibilità di rialzi dei prezzi dovuti alle materie prime energetiche, su cui grava l’ instabilità in Medioriente, e all’ eventuale aumento dell’ Iva che comprometterebbe «seriamente le possibilità di ripresa del Paese».
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