1 Giugno 2006

Inflazione 2,2% ma il Codacons corregge: 7-8%

Roma. Secondo la stima preliminare dell`Istat, il tasso dell`inflazione a maggio è rimasto stabile al 2,2%, lo stesso di aprile. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,3%. Dati che risultano i più bassi nell`area dell`euro, dove l`indice dell`inflazione sta salendo dall`inizio dell`anno: dal 2,2% di marzo al 2,4% di aprile e al 2,5% di maggio. L`Istat suona l`allarme per i prezzi dell`energia, saliti tra aprile e maggio dell`1,1% con un aumento su base annua dal 9,4% al 10,7%. Tra i prodotti energetici, la benzina verde è salita a maggio del 9,8% su base annua, mentre il gasolio per autotrazione dell`11,1%. Si temono aumenti delle tariffe dei trasporti. Quelle dei traghetti sono già salite dell`8,6% rispetto a maggio 2005. Sempre in maggio, sono saliti del 6,1% i prezzi nei capitoli abitazione, acqua ed elettricità; del 5,4% quelli delle bevande alcoliche e tabacchi; del 3,9% i trasporti. I dati Istat sono definiti “un colpo di sole“ dal Codacons. Altro che 2,2%! L`inflazione reale è vicina al 7-8 per cento. I consumatori soffrono anche per i rialzi del prezzo dell`oro. I prezzi degli articoli di oreficeria sono saliti alle stelle. La stessa agricoltura, che aveva agito da calmiere sul costo della vita, registra aumenti mensili dell`1,2% per il pollame, mentre si allontana la paura dell`influenza aviaria. In calo frutta fresca e ortaggi. Secondo la Confcommercio, la distribuzione riuscirebbe ad assorbire i rincari del petrolio, che in aprile aveva superato i 70 dollari il barile. Per il futuro, l`Isae prevede che l`inflazione si attesti sul 2,2% nella media del 2006, mentre dovrebbe tornare a calare nel 2007. Spinte inflazionistiche sono però molto diffuse nel settore dei servizi e in particolare nel turismo. Rincari anche nelle tariffe professionali. I prezzi al consumo, nel complesso, hanno tenuto nonostante l`impennata del greggio, mentre i prezzi alla produzione – proprio per la componente petrolifera – sono saliti ad aprile del 5,5% rispetto allo stesso mese del 2005. Si tratta dell`aumento su base annua più alto da dicembre 2000. I dati provenienti dalle città-campione, vedono al primo posto per i rincari mensili Bari con lo 0,4% mentre Torino, con il 2,8% guida l`aumento dei prezzi al consumo su base annuale. Palermo registra un tasso dello 0,3% su base mensile e del 2,2% su base annuale. A Bologna, crescita zero su base mensile e a Firenze l`aumento più basso (1,1%) su base annuale.

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