6 Giugno 2019

Inferno a Gela per una bombola al sole

di Romina Marceca Uno squarcio nella bombola di gas, una fiammata e l’ esplosione che ha investito chi ieri mattina era al mercatino rionale vicino alla stazione di Gela. La bombola, vicina a un camioncino dove si vendono rosticceria e polli allo spiedo, è scoppiata all’ improvviso. Accanto, sempre in strada, altre tre bombole e due taniche di carburante. Fiamme sui vestiti di chi lavorava su quel camioncino e su quelli dei clienti del mercatino. Una ventina di feriti in tutto, sei quelli gravi, in un’ area di 60 metri quadrati. E tra loro anche un ragazzino di 14 anni. Non è grave una mamma all’ ottavo mese di gravidanza. Ma cosa è accaduto nel mercatino di Gela? Perché quella bombola è esplosa? Sono state rispettate le norme di sicurezza? È proprio sulla gestione delle bombole che sta indagando la procura di Gela con un’ inchiesta, a carico di ignoti, coordinata dal procuratore Ferdinando Asaro e dal pm Ubaldo Leo. L’ inchiesta è stata affidata alla polizia del commissariato, coordinato da Toti Cicero. Quando la deflagrazione ha squarciato il vocìo dei frequentatori del mercatino, i primi a intervenire sono stati i carabinieri di Gela. In pochi minuti sono arrivati vigili del fuoco, polizia e 118. Le tre bombole e le taniche di carburante sono state subito allontanate dal camioncino. Quelle bombole lasciate sotto il sole sono il primo segnale che alcune regole sono state violate. « Chi compra un cosiddetto auto-negozio deve chiedere l’ autorizzazione amministrativa al Comune e quella sanitaria all’ Asp – spiegano dal Comune di Palermo – se si vende cibo si può utilizzare una piastra elettrica o la bombola di gas. All’ interno dell’ abitacolo c’ è un alloggiamento riservato alla bombola, che deve essere sottoposta a una revisione ogni due anni » . Insomma, le bombole non dovevano trovarsi all’ aperto. Il venditore ambulante, hanno appurato gli investigatori, aveva una regolare licenza. Una distanza di sicurezza avrebbe evitato il peggio? «Non è prevista una distanza di sicurezza dalle altre bancarelle – spiegano ancora dal Comune – perché il mezzo, se regolare, è già sicuro. Per quanto riguarda il titolare, i requisiti morali e tecnici prevedono un corso alla Camera di commercio che fornisce un attestato per l’ avvio dell’ attività. I controlli, comunque, vengono eseguiti dalla polizia municipale con scadenze ravvicinate, e poche volte si trovano ambulanti irregolari ». Ieri, dopo la notizia dell’ incidente a Gela, Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, ha invece denunciato: «Con rammarico denuncio l’ assenza di controlli e la mancata osservanza delle norme di sicurezza che, se rispettate, avrebbero permesso di evitare o quanto meno di prevenire eventi del genere che sono solo gli ultimi di una lunga serie». I feriti più gravi si trovano a Palermo, ricoverati in Rianimazione con ustioni sul 60 per cento del corpo. Qualcuno ieri ha anche tentato di utilizzare due estintori che aveva in macchina per spegnere le fiamme. Dai vigili del fuoco di Gela arrivano alcuni consigli su come conservare una bombola di gas e come intervenire in caso di incendio. «Mai tenerle all’ aperto, il surriscaldamento potrebbe alterare il contenuto e causare una deflagrazione – spiega Francesco Turco, funzionario – e mai accostarle a fonti di fiamme. Se da una bombola allacciata a un impianto esce una fiamma per una perdita, si deve chiudere subito la valvola di sicurezza e allontanarsi. Se invece il recipiente non è collegato, l’ esplosione è scongiurata. Basta gettare acqua sulla bombola». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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